Gli Stati uniti e la Gran Bretagna, potenze occupanti, devono «prendere immediatemente delle misure di sorveglianza dei siti archeologici e delle istituzioni culturali in Iraq». L'Unesco lancia l'allarme sui saccheggi e le devastazioni, che le potenze occupanti hanno lasciato fare in Iraq. Il direttore generale dell'Unesco, Koishiro Matsuura, ha chiesto ieri, a conclusione di una riunione di una trentina di esperti mondiali, delle «misure di emergenza» per i monumenti e i beni archeologici e culturali iracheni, una settimana dopo l'inizio dei saccheggi. Koishiro Matsuura ha chiesto ieri alle potenze occupanti di istituire una «polizia del patrimonio, con l'incarico di vegliare sui siti e le istituzioni culturali, ivi compresi archivi e bibliotehce». Matsuura ha indicato che sarebbe anche opportuna una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu per reprimere il traffico illecito dei beni trafugati dai musei di Baghdad e Mosul, perché venga imposto un «embargo temporaneo» su tutte le vendite di beni iracheni, che potrebbero risultare rubati.L'Unesco si incarica di fare un inventario, per permettere a Interpol e alla polizia delle dogane di individuare eventuali beni trafugati. L'Unesco ha anche lanciato un appello ai mercanti d'arte del mondo, perché evitino di lucrare sull'eredità culturale dell'Iraq. Per assicurare, nel futuro, una maggiore protezione, l'Unesco ha deciso di di proporre alla prossima sessione del Comitato del patrimonio mondiale, che si terrà in Cina a giugno, di inserire nella Lista anche la città di Assur (nord dell'Iraq). I saccheggi, che il presidente francese Jacques Chirac ha definito «crimini contro l'umanità» e che il direttore del British Museum, Niel McGregor ha chiamato «una catastrofe», hanno ripercussioni negli Usa: il presidente del comitato consultivo per gli affari culturali di George W. Bush, Martin Sullivan, si è dimesso ieri, per protesta contro «una tragedia prevedibile e che si poteva evitare», in polemica con il segretario alla difesa, Donald Rumsfeld, che aveva parlato di fatti «imprevedibili, come una sommossa in occasione di una partita di calcio». Assieme a Sullivan, ha lasciato anche un altro membro del comitato, Gary Viken, e altre dimissioni potrebbero seguire. L'Italia è in prima linea su questo fronte, grazie alla tradizione di studi e di scavi, sia del ministero che del gruppo del professor Giorgio Gullini di Torino, che hanno lavorato a lungo in Iraq. Ieri, tra la trentina di esperti mondiali c'erano alla riunione di Parigi Giuseppe Proietti, alla testa della Direzione generale dei Beni archeologici, e l'architetto Roberto Parapetti, conservatore del centro ricerche e scavi di Torino, che sta completando il repertorio dei beni trafugati in Iraq nella guerra del 91. L'Italia ha stanziato 400mila euro, versati all'Unesco per contribuire alla salvaguardia del patrimonio iracheno e, rivela l'ambasciatore Francesco Caruso, «potrebbero diventare un milione di euro». Inoltre, l'Italia ha annunciato che nel contingente di carabinieri che verranno inviati in Iraq, ci sarà «un'aliquota» del comando che si occupa della tutela del patrimonio culturale internazionale e che verrà adibito a operazioni di investigazione e di repertoriamento. L'Unesco si muove, anche se le potenze occupanti sono molto fredde con l'istituzione per la cultura e l'educazione dell'Onu: gli Usa non sono ancora rientrati a pieno titolo, e fino ad ottobre avranno ancora soltanto il ruolo di osservatori, mentre né Washington né Londra hanno firmato la Convenzione dell'Aja del 53 che obbliga le parti in guerra a proteggere il patrimonio dei paesi occupati o conquistati. La Gran Bretagna, che sembra pentita di quello che i suoi soldati hanno lasciato succedere, dovrebbe anch'essa partecipare attivamente. Ieri, alla riunione dell'Unesco, Usa e Gran Bretagna hanno insomma cercato in qualche modo di salvare la faccia.
BAGHDAD - L'Unesco: Tragedia culturale - Per il sacco al museo di Baghdad dimissioni nello staff di Bush
L'Unesco ha lanciato un allarme sui saccheggi e le devastazioni dei siti archeologici e delle istituzioni culturali in Iraq, a seguito delle azioni delle potenze occupanti. Il direttore generale dell'Unesco, Koishiro Matsuura, ha chiesto misure di emergenza per proteggere i monumenti e i beni archeologici e culturali iracheni. L'Unesco ha anche chiesto alle potenze occupanti di istituire una polizia del patrimonio per sorvegliare i siti e le istituzioni culturali. Il Consiglio di sicurezza dell'Onu è stato invitato a prendere misure per reprimere il traffico illecito dei beni trafugati dai musei di Baghdad e Mosul.
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