Silvio Berlusconi mette ufficialmente in vendita anche il Colosseo e, perché no?, la Fontana di Trevi. «Lo sfruttamento (sic!)del bene culturale si inquadra a pieno titolo nell'economia d'impresa». Quindi, via le Soprintendenze, via gli organismi tecnici che programmano i restauri e l'uso di palazzi e monumenti. Via tutti, e, al loro posto, ci facciamo una bella Impresa destinata a gestire il fior fiore dell'arte nel modo più altamente produttivo e mercantile.Ci sono i vincoli? e noi li togliamo. C'è (da secoli) l'inalienabilità dei beni culturali pubblici? e noi la cancelliamo,dando invece un bel valore economico ai beni che hanno un mercato, turistico e commerciale. E quelli che il mercato non ce l'hanno, cioè la stragrande maggioranza delle centomila chiese e cappelle,dei ventimila centri storici, dei 3.500 Musei, ma ancor più delle migliaia di archivi e di biblioteche, ecc., cosa ne facciamo? Boh, ci penserà, quando potrà pensarci, la Regione, il Comune, il prevosto, non si sa. Altrimenti, amen. Questo qui, cari miei, è il momento di far su dei soldi, dei danèe, altro che balle, altro che ubbie sulla cultura come«valore in sé».Ma quale valore ha 'sta cultura se non produce un centesimo di euro? Si vergogni di non produrlo, piuttosto, e vada a nascondersi. Ecco il Berlusconi-pensiero.Che il documento consegnato ai ministri conferma. Roba da imbonitori disperati. Da far ridere, o piangere, mezzo mondo. Lo stesso che già si prende i nostri ricercatori e ci deride. Un tasso di scemenza desolante. Vabbè che, per studiare alla Sorbona (ci sono tracce?), Silvio di notte cantava nei caffè, ma c'è un limite a tutto. Nel darci qualche stralcio fondamentale di questa direttiva inviata ai ministri, Salvatore Settis, su Repubblica, fornisce pure brani illuminanti del pensiero di un notissimo decano del diritto, Giuseppe Guarino, il quale considera già estinto l'articolo 9 della Costituzione. Che, però, è ancora lì, professore. O lo vuole eliminare con un maxi-emendamento alla Finanziaria? Di questi tempi non si sa mai. Loro ci provano. Salvo dire, il giorno dopo, che volevano solo scherzare.
Gli imbonitori di Palazzo Chigi
Silvio Berlusconi ha affermato di mettere in vendita il Colosseo e la Fontana di Trevi, considerandoli beni culturali da sfruttare economicamente. Ha criticato le Soprintendenze e gli organismi tecnici che gestiscono i restauri e l'uso dei monumenti. Berlusconi sostiene che i vincoli che proteggono i beni culturali pubblici debbano essere eliminati e che la cultura debba essere valutata in termini economici. Ha anche criticato la cultura come valore in sé e ha affermato che il valore della cultura è misurato dal suo potenziale di produrre entrate economiche.
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