ROMA - Sono stati venerati e temuti, hanno scaldato e nutrito l'umanità, le hanno fornito ombra e riparo, legna da lavorare e da ardere. Ma gli alberi nella loro ultramillenaria presenza sulla Terra hanno dato all'uomo anche qualcosa di più difficile da contabilizzare: la loro straordinaria bellezza. "I grandi alberi d'Italia", un libro fotografico di Claudio Cagnoni, curato dalla De Agostini per conto del Corpo forestale dello Stato, cerca di dare conto di questo dono eccezionale portando il lettore "alla scoperta dei monumenti naturali del nostro paese". Da oltre venti anni gli uomini della forestale, oltre a curare i boschi e spegnere incendi, stanno raccogliendo informazioni sul patrimonio arboreo della Penisola. E' stata così raccolta una massa imponente di dati: 22.000 schede di alberi di particolare interesse che sono state poi ulteriormente selezionate, fino ad individuare 2.000 esemplari di grande interesse e, fra di essi, 150 che presentano un eccezionale valore storico o monumentale. "Il censimento - spiegano alla Forestale - non ha interessato gli alberi come categoria vegetale, o come risorsa economica, ma singoli soggetti arborei che hanno una propria 'individualità' per essere eccezionalmente vecchi, per essere stati protagonisti di episodi storici o per essere legati alla vita di grandi uomini o di Santi". Nelle centinaia di immagini raccolte nel volume troviamo infatti non solo alberi particolarmente belli o grandi, come la Cerquatonda di Montalto Marche o il ficus dei giardini Garibaldi a Palermo, ma anche piante che sono state testimoni della storia d'Italia o ispirazione per i suoi poeti. Possiamo così ammirare quel poco che rimane del leccio dove San Francesco predicò agli uccelli o gli ancor vigorosi cipressi cantati dal Carducci. Oltre che di foto suggestive il libro è ricco anche di dati, aneddoti e cenni sulla ricchissima mitologia degli alberi. Si scopre ad esempio che il più grande d'Italia veniva considerato il "Castagno dei Cento Cavalli, in comune di Sant'Alfio (CT), seguito da un castagno un po' più "piccolo", che cresce in Comune di Mascali (CT) il cui tronco misura 20 metri di circonferenza. L'albero più alto, ma il dato è controverso poiché e' più difficile misurare le altezze che le circonferenze, dovrebbe essere un Liriodendro che cresce nel parco Besana di Sirtori (CO) o forse una delle Sequoie sempreverdi che svetta nel Parco Burcina di Pollone (VC). Entrambi raggiungono circa i 50 metri. Ancora più difficile è stabilire quale sia l'albero più vecchio d'Italia. Probabilmente il primato spetta ad un oleastro di S. Baltolu di Luras (SS), che si suppone abbia almeno un paio di millenni di vita. Ma se "I grandi alberi d'Italia" colpisce per la straordinaria rassegna di bellezze, non meno impressione fanno i vuoti presenti nel volume: manca, ad esempio, la famosa "Quercia del Tasso", di cui rimane soltanto il tronco inaridito, così come non ci sono più anti altri monumenti verdi scomparsi negli anni per colpa dell'incuria e della sventatezza dell'uomo. (16 novembre 2005)
Alberi d'Italia, monumenti verdi
Il libro "I grandi alberi d'Italia" di Claudio Cagnoni, curato dalla De Agostini per conto del Corpo forestale dello Stato, presenta una selezione di 2.000 alberi di particolare interesse in Italia. Tra questi, 150 esemplari hanno un valore storico o monumentale eccezionale. Il libro contiene centinaia di foto suggestive e dati sulla ricchissima mitologia degli alberi. Gli alberi sono stati scelti in base alla loro "individualità", ovvero per essere eccezionalmente vecchi, storici o legati alla vita di grandi uomini o di Santi. Il libro non include tutti gli alberi di particolare interesse, ma solo quelli che hanno una "propria 'individualità'".
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo