CAGLIARI. Il Comitato popolare difesa ambientale del Sarrabus Gerrei, il Comitato tutela ambiente di Escalaplano, il Collettivo Barbagia Reverde di Gavoi, il Cocis di La Maddalena, il Comitato tonarese contro le servitù militari, Teulada libera, Gettiamo le basi e l'Associazione Orrea di San Vito hanno promosso una petizione popolare per chiedere la sospensione di tutte le esercitazioni militari in Sardegna. I promotori dell'iniziativa dopo aver sottolineato che la Sardegna è la regione più militarizzata d'Europa e occupata da circa il 70 percento delle servitù militari di tutta Italia, evidenziano che alle popolazioni che confinano con i poligoni, involontarie e incosapevoli cavie, vengono negati i più elementari diritti alla sicurezza e alla salute. Le servitù militari, dicono i comitati, impediscono qualsiasi altra forma di economia basata sui reali bisogni dei cittadini e sul rispetto dell'ambiente. Per questo chiedono tra l'altro un monitoraggio ambientale, un'indagine epidemilogica seria, l'istituzione di un registro dei tumori e la bonifica dei territori bombardati. Sollecitano inoltre la commissione regionale sulle servitù militari e esigono che siano resi pubblici i piani di evacuazione dei porti. Intanto domani a Roma si terrà un incontro a Palazzo Marini pwer la presentazione dei due progetti di legge a firma del deputato Mauro Bulgarelli per indire un referendum consultivo sullo smantellamento degli armamenti nucleari presenti nel territorio nazionale e la «desecretazione automatica di tutti i documenti coperti dal segreto di Stato la cui stipula risalga a oltre 25 anni fa. E mentre i comitati popolari chiedono la sospensione immediata di tutte le esercitazioni militari in Sardegna, il Comando del poligono sperimentale di addestramento interforze del Salto di Quirra ha reso noto il calendario delle esercitazioni del mese di dicembre che interesseranno il tratto di mare compreso tra Capo Bellavista e Capo Ferrato. Si sparerà sino al 19 dicembre nonostante il Comitato misto paritetico abbia espresso parere negativo. I più penalizzati ancora una volta saranno i pescatori di Porto Corallo costretti a tenere alla fonda i pescherecci. Da alcuni giorni i pescatori sono in stato di agitazione e chiedono di poter lavorare. I pescatori di Porto Corallo da anni chiedono inutilmente la bonifica dei fondali inquinati dai relitti delle esercitazioni. Una decina di pescatori dal 1999 non riceve l'indennità di sgombero per le esercitazioni militari (appena 40 euro al giorno). Sono stati esclusi dal risarcimento solo perché l'impresa di pesca ha una sede diversa da quella del comune di Villaputzu così come previsto dal protocollo d'intesa sottoscritto tra la Regione sarda e il ministero della Difesa. I pescatori esclusi dai benefici contestano la diversità di trattamento «è una ingiustizia inaccettabile, dice Gigi Murgia, che vieta il principio dell'eguaglianza tra lavoratori e limita la libertà di cooperazione. Perciò il protocollo d'intesa va rivisto.