«Abbiamo sempre dato alla città, e continueremo a farlo». Il direttore dell'associazione veneziana albergatori, Claudio Scarpa, risponde con estusiasmo all'appello lanciato sabato, nell'incontro con gli imprenditori a Pieve di Soligo, dal sindaco Massimo Cacciari agli operatori privati veneziani, affinché mettano a disposizione risorse e capitali per le manifestazioni da organizzare in laguna. «La strada per il futuro si chiama finanza di progetto, dunque iniziative finanziate e gestite assieme da pubblico e privato. Stiamo studiando un progetto in questo senso da presentare a Cacciari - spiega Scarpa - Ma la filiera del turismo è lunga: oltre ad albergatori, ristoratori ed esercenti, ci sono artigiani, gondolieri, motoscafisti. Tutti devono contribuire». Dello stesso parere anche Maurizio Franceschi, segretario della Confesercenti: «È giusto sedersi attorno ad un tavolo e discutere cosa si può fare, ma bisogna capire innanzitutto quali sono i progetti. E poi non vorrei che fossero chiamati a pagare sempre i soliti - polemizza - Sono molti i soggetti che beneficiano delle iniziative organizzate in città, e dunque tutti devono fare la propria parte. Non dimentichiamo, inoltre, che alcune manifestazioni sono già organizzate da associazioni di categoria». Il presidente dalla Camera di commercio, Massimo Albonetti, rispedisce la palla al mittente: «Il mondo economico è disponibile, ma anche le amministrazioni pubbliche devono fare la loro parte - dichiara - Ben venga un tavolo comune attorno al quale discutere, ma non dimentichiamo che il mondo economico paga già la sua parte attraverso imposte e tariffe. E anche per gli operatori economici, come per il Comune, non ci sono più soldi. È dunque importante avviare un confronto, in modo da utilizzare al meglio le poche risorse disponibili, per non sprecarle». Esprime scetticismo anche Ernesto Pancin, segretario dell'Aepe, l'Associazione pubblici esercizi: «Gli operatori economici non hanno sicuramente la possibilità di mettere a disposizione le risorse necessarie ad organizzare eventi a Venezia - spiega - Servono sponsor adeguati e siamo sicuri che l'assessorato al Turismo sarà in grado di trovarne in abbondanza. Per quanto è nelle nostre possibilità, continueremo a sensibilizzare i nostri associati e ad affiancare il Comune in tutte le sue iniziative». Gianni De Checchi, segretario della Confartigianato di Venezia, è stato il promotore dell'incontro di sabato tra categorie economiche e amministrazione comunale. «L'appello del sindaco va accolto - spiega - anche se all'interno della nostra associazione non ne abbiamo ancora parlato. Tuttavia faccio tre osservazioni. Primo: io rappresento una categoria che può avere indotto diretto o indiretto dagli eventi che si organizzano in città. E per questo devo investire con oculatezza, stando attento a finanziare progetti che abbiano un ritorno economico. Secondo: non tutte le imprese sono iscritte alle associazioni, noi per esempio rappresentiamo il 60 per cento degli artigiani e non credo sia corretto che si chieda il sacrificio dell'intera categoria per finanziare eventi di cui poi beneficia anche chi non è iscritto. Terzo: siamo disponibili a collaborare se ognuno fa la sua parte. Anche quest'anno organizzeremo i Mercatini di Natale. Ebbene, a fronte di un costo di circa 200mila euro, il Comune finanzia il 10 per cento, Confartigianato il 36 per cento, la Camera di commercio il 3, e via di questo passo. Credo che questo sia un buon metodo di lavoro, applicabile magari anche al Carnevale».
Venezia: Soldi finiti? I privati fanno già la loro parte
Il direttore dell'associazione veneziana albergatori, Claudio Scarpa, ha risposto positivamente all'appello del sindaco Massimo Cacciari per mettere a disposizione risorse e capitali per le manifestazioni da organizzare in laguna. Scarpa ha spiegato che la strada per il futuro si chiama finanza di progetto, dove pubblico e privato lavorano insieme. Maurizio Franceschi, segretario della Confesercenti, ha espresso scetticismo sul fatto che gli operatori economici siano sempre a pagare il costo dei progetti. Ernesto Pancin, segretario dell'Aepe, ha espresso scetticismo sul fatto che gli operatori economici possano mettere a disposizione le risorse necessarie.
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