FANO - Anche l'avanzo del torrione romano, che si trova all'angolo tra via Garibaldi e via Nolfi è in fase di restauro. In questo caso l'intervento è a cura della proprietà della casa in cui le rovine sono inglobate. Si tratta dell'unico avanzo visibile da questo lato della città dell'antica cinta di mura romane che, prima dell'ampliamento malatestiano, racchiudeva il centro urbano percorrendo tutta l'attuale via Garibaldi, innestandosi da vicolo Gallizi, che si trova proprio sull'arco di confluenza del lato che attraversava via Giovanni Da Serravalle e poi via Martino da Fano fino ad unirsi all'Arco di Augusto. Altri tratti superstiti si trovano negli scantinati delle case e dei palazzi che costeggiano via Garibaldi. L'intervento sul torrione, che in parte è occultato da un'edicola, viene eseguito sotto il controllo della Soprintendenza ai beni archeologici di Ancona. Peccato che i lavori non arrivino al punto da mettere in luce la base della costruzione che avrebbe fornito un'immagine più monumentale e quindi più riconoscibile delle rovine stesse che costituiscono parte integrante della casa moderna che è stata costruita sul sito. Nel frattempo, da parte dell'Amministrazione comunale si sta pensando di valorizzare l'intervento, spostando l'edicola di qualche metro, su un'aiuola vicina e dando un volto nuovo al giardinetto che delimita la piazzetta antistante la sala del consiglio comunale. A proposito di mura: è già iniziato anche il restauro delle mura malatestiane su cui si appoggiavano i vecchi capannoni del Carnevale. Una imponente impalcatura è stata eretta nel tratto prossimo alla palestra Venturini. Peccato che l'intervento venga occultato alla vista dei passanti, in quanto avrebbe potuto costituire una interessante iniziativa di tipo didattico, non solo per gli studenti, ma per tutti i cittadini. REDAZIONALE