Il patrimonio devastato, oltre ai predoni anche i trafficanti Entro un mese partirà per Baghdad una «missione impossibile» PARIGI. L'Unesco si mobilita per la salvaguardia forse tardiva, purtroppo delle ricchezze archeologiche dell'Iraq e l'Italia risponde per prima, mettendo a disposizione risorse concrete (400mila dollari che diventeranno presto un milione) e uomini (e cioè i carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio artistico). Quando ieri a Parigi ha aperto una riunione di emergenza con i trenta maggiori esperti mondiali di cose mesopotamiche il direttore generale dell'Unesco Koichiro Matsuura ha avuto a sorpresa parole di grosso apprezzamento per l'Italia: dalla Penisola è venuto infatti il primo, tangibile contributo per la creazione di un «fondo speciale per il patrimonio culturale iracheno». Tramite questo fondo speciale, l'organizzazione Onu per l'educazione, la scienza e la cultura cercherà di intervenire al meglio nell'ex Paese di Saddam per la difesa di una ricchezza artistica senza eguali. Al momento, nemmeno i massimi esperti di Mesopotamia riuniti nella capitale francese (per l'Italia Giuseppe Proietti, direttore generale delle anti chità al ministero della Cultura, e Roberto Parapetti, del Centro Scavi di Torino) sanno che cosa sia stato devastato o rubato nei musei, nei siti, negli archivi e nelle biblioteche. Brancolano nel buio, e hanno un preciso sospetto: che oltre ai predoni a Baghdad siano entrate in azione a colpo sicuro anche squadre di trafficanti professionisti. Dal museo di Baghdad sembrano sparite inestimabili tavolette sumeriche, non si conoscono i danni subite dalle rovine di Ninive e Ur che hanno avuto la malasorte di trovarsi vicino a zone di accaniti combattimenti. Da qui la necessità prioritaria di mandare quanto prima un gruppo di specialisti per un sopralluogo a tutto campo: l'Unesco dovrebbe fare questo passo «appena possibile», probabilmente verso il 10 maggio. A questo sforzo dovrebbero dare un contributo importante anche i carabinieri italiani del nucleo del patrimonio artistico, già coinvolto in un inventario di quanto era scomparso dall'Iraq in seguito alla guerra del 1991. Nel frattempo gli esperti convocati in fretta e furia dall'Unesco, «profondamente scioccati dalle distruzioni e dai saccheg gi», si sono trovati ieri d'accordo su una serie di «raccomandazioni». Chiedono che musei, biblioteche, archivi, monumenti e siti archeologici siano pro tetti dalle forze d'occupazione. Che l'esportazione e il commer di tutte le antichità provenienti da quel Paese siano proibiti.
BAGHDAD: L'Unesco: salviamo il salvabile -
L'Unesco ha lanciato una missione per la salvaguardia del patrimonio culturale iracheno, devastato dai predoni e dai trafficanti. L'Italia ha risposto con un contributo di 400mila dollari, che potrebbe aumentare a un milione, e ha inviato i carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio artistico. L'Unesco ha convocato esperti mondiali per un sopralluogo a tutto campo e ha richiesto che musei, biblioteche, archivi, monumenti e siti archeologici siano protetti dalle forze d'occupazione. L'esportazione e il commercio di antichità irachene sono stati proibiti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo