Due consiglieri culturali del presidente Bush si sono dimessi in segno di protesta per i saccheggi del Museo Archeologico di Bagdad. Il presidente della Commissione per la Proprietà Culturale della Casa Bianca Michael Sullivan ha inviato a Bush una lettera in cui, a proposito della «prevedibile distruzione» del museo iracheno, osserva polemicamente che gli Stati Uniti hanno dimostrato «straordinaria precisione ed efficacia nella protezione dei pozzi petroliferi iracheni», mentre sono stati «totalmente impotenti quando si è trattato di proteggere l'eredità culturale del popolo iracheno». Adesso si tenta di rimediare. E i primi 400 mila dollari li ha messi l'Italia. Per recuperare il disastrato patrimonio culturale iracheno ne servono molti altri, ma intanto il direttore generale dell'Unesco (l'agenzia Onu per la cultura), Koichiro Matsuura, aprendo ieri la riunione di trenta esperti internazionali sugli scempi provocati dalla guerra ai tesori della Mesopotamia, ha voluto ringraziare espressamente il governo di Roma per questo «slancio di generosità». Un primo pacchetto, al quale potrebbe aggiungersene un altro, fa capire l'ambasciatore all'Unesco Francesco Caruso, fino a raggiungere la cifra di un milione di dollari stanziati dall'Italia in questa impresa. Soldi, ma anche uomini: «un' aliquota» del nostro contingente militare in Iraq sarà costituita da carabinieri del nucleo per la Tutela del patrimonio artistico. Lo ha confermato ieri all'ambasciatore Caruso il generale Ugo Zottin, che guida il nucleo che affiancberà gli agenti dell'Fbi in arrivo dagli Stati Uniti con la stessa missione. E avrà probabilmente accento anche italiano la missione che tra un mese dovrebbe arrivare in Iraq sotto l'egida dell'Unesco (i tempi dipendono dal via libera degli alleati). Lo hanno deciso ieri i 30 esperti convocati d'urgenza a Parigi per fare il punto sui danni provocati dalla guerra alla "culla della civiltà".