ROMA Tombaroli pentiti o, più semplicemente, custodi di reperti archeologici acquisiti illegittimamente, fatevi avanti. Il ministero dei Beni culturali vi offre l'opportunità di fare ammenda, di denunciare l'anfora o la statuetta che fa bella mostra nel salotto di casa e di continuare a conservarla. E questo senza alcun rischio di venire puniti. L'obiettivo è fare emergere i beni, soprattutto archeologici, che si trovano nelle case degli italiani. L'iniziativa è prevista nel disegno di legge che riforma anche il sistema sanzionatorio in materia di beni culturali e che verrà presentato oggi al Consiglio dei ministri. Per quanto riguarda le sanzioni, il progetto sì muove nel solco della riforma del codice penale studiata dalla commissione Nordio. Dunque, inasprimento delle pene per i reati più gravi in questo senso, si passa da una tutela indiretta del bene culturale a un sistema di tutela diretta e depenalizzazione per quelli minori. Per quanto riguarda, invece, l'emersione dei reperti archeologici, il ministro Urbani spiega che lo scopo è duplice: da un lato fornire ai Carabinieri del Nucleo di tutela del patrimonio artistico sempre più informazioni in chiave di prevenzione e repressione dei reati; dall'altro avere un quadro completo dei beni, per catalogarli. Sanatoria? «Non lo è afferma Urbani . Il risultato comporta un costo (l'annullamento del reato), ma otteniamo un indubbio risultato per il bene pubblico».