OLBIA. Nelle zone turistiche, Arzachena non ha più volumetrie.Olbia, invece, può costruire ancora un milione e 800 mila metri cubi. Ma alla fine, i piani più significativi dei due Comuni, la Costa Smeralda e la Costa Turchese, potrebbero avere un destino opposto. Con la pubblicazione del piano paesaggistico regionale, il progetto di recupero di Porto Cervo vedrebbe aumentare le chance di successo, mentre la realizzazione dell'intervento del gruppo Berlusconi subirebbe un deciso stop. Il Ppr. Prendendo come riferimento i due progetti che per anni hanno alimentato lo scontro politico, la Costa Smeralda e la Costa Turchese, è possibile tentare di capire che cosa accadrà, in Gallura, allo sviluppo urbanistico con la pubblicazione del Ppr. A essere avvantaggiati sono i piani di recupero (con aumento volumetrico) dei centri esistenti; a essere penalizzati i progetti da fare ex novo. Discorso a parte per gli alberghi. Non ci sarà, dunque, nessun blocco indiscriminato, nessuna difesa a oltranza dei 2 chilometri (una norma che, per la verità, non ha neppure inventato Soru: esiste dal 1989...). Questo, almeno, emerge da alcune indiscrezioni dei tecnici qualificati. «Ma l'ultima parola spetta alla giunta». Con ordine. Il Ppr à quasi pronto. La prossima settimana, l'ufficio del piano, che è formato dai professionisti incaricati dal presidente Soru di redigerlo, si riunirè tre giorni di fila per limare il lavoro e consegnarlo al governatore e all'assessore all'Urbanistica Sanna (La Margherita). Al momento, sono state prodotte qualcosa come 200 tavole. Il 24 novembre, la giunta lo adotterà e lo presenterà al consiglio regionale. Sarà uno stralcio del Ppr: ci sarà la parte che riguarda le coste, il resto verrè dopo, gradualmente. La novità è la scomparsa delle zone F, o turistiche. Erano una specificità della Sardegna: quelle zone avevano loro cubature, "sganciate" dal resto del territorio comunale. Non sarà più così le coste della Sardegna saranno divise in ambiti. Per ora, ne sono stati individuati 27: terreno roccioso, terreno forestato, terreno sabbioso... Un lungo, complesso elenco: un Comune, Olbia per esempio, potrebbe essere normato da più ambiti. Che cosa accadrà alle volumetrie delle zone F? Per gli eventuali insediamenti sulle coste, non si prenderà più come criterio il numero dei posti bagnante per metro lineare. No: saranno gli ambiti a definire quanto (e se) si potrà costruire. Naturalmente, a tutto ciò che sarà realizzabile, andrà sottratto l'esistente. Le restanti volumetrie delle zone F andranno ad aggiungersi al computo complessivo del Comune. «E' finita l'era di costruire enclave sulla costa, totalmente separate dal tessuto urbano» spiega un esperto del piano. Olbia Costa Turchese. L'amministrazione comunale dovrè fare un lavoro lungo. Il Puc approvato nel novembre del 2004, così com'è, non va (e non solo perchè presentato fuori tempo massimo). Andrà rivisto nella sostanza. La giunta di centrodestra ha utilizzato nelle zone F tutta la cubatura ammissibile: 1 milione e 800 mila metricubi.«Erano caduti i vecchi piani paesistici, che imponevano un dimezzamento delle cubature, e abbiamo agito di conseguenza» è la spiegazione del sindaco Settimo Nizzi (Forza Italia). Ma il Puc dovrà ora adeguarsi al Ppr, molto restrittivo. Difficile che quei quasi due milioni di metri cubi potranno essere edificati. «Il piano - raccontano i tecnici - non incentiva la costruzione di nuovi villaggi, anzi. Soprattutto se le aree che andranno a toccare, o a lambire, sono delicate: stagni, boschi di pregio, spiagge erose saranno tutetali». Una descrizione che traccia l'identikit della Costa Turchese del gruppo Fininvest: un piano, ultima versione da 250 mila metri cubi, che non ha mai avuto il via libera e che difficilmente l'avrà. Semmai, quelle cubature, a seguire il ragionamento delle fonti, potranno essere dirottate sulla vicina Multa Maria,dove stanno partendo alcune lottizzazioni a cui, dopo l'arrivo di una società bresciana legata alla Oldfin (maggiore produttrice europea di guaine), sono interessati alcuni gruppi spagnoli. Anche a Pittulongu la situazione è simile: la frazione, giè normata da un piano di risanamento (e su cui c'è un'inchiesta), potrebbe avere più cubature, mentre il progetto per il golf e l'hotel a Sa Testa rischia di arenarsi. «Sono centri preesistenti, e il recupero è una delle missioni del Ppr» chiariscono le fonti. Porto Cervo. In questo quadro, ad avere molte chance à il piano di restyling presentato dalla Colony Capital di Barrack per Porto Cervo. Il progetto sarè in discussione martedì prossimo in consiglio comunale. Il sindaco Pasquale Ragnedda (Forza Italia) vorrebbe vedere riconosciuto il borgo come centro urbano (servirà una variante urbanistica). Ma è un'operazione che rischia di essere stoppata dal Ppr. O agevolata. Anche Porto Cervo à un centro preesistente, e dunque potrebbe non solo essere rifatto, ma anche potenziato con ulteriori volumetrie. «Quel progetto ha molte possibilità di passare» dicono i tecnici. Hotel. Alcune delle volumetrie delle zone F potrebbero essere usate a Olbia e Arzachena per la costruzione di hotel. Prevalentemente nel centro urbano, ma in alcuni casi, con la cogestione urbanistica, anche su alcune zone vergini. Ma gli alberghi, probabilmente, avranno più cubature in Comuni che, oggi, hanno un'offerta ricettiva bassissima. Come La Maddalena, per esempio. Che nelle (ex) zone turistiche non ha mai potuto costruire.