Via libera al nuovo statuto - La Cdc diventa socio di diritto MILANO - Il primo passo è fatto. L'assemblea della Fondazione Teatro alla Scala, all'unanimità, e quindi il consiglio di amministrazione hanno approvato ieri il nuovo statuto. Così, se il ministero dei Beni culturali darà il via libera, la Camera di commercio (che si è impegnata a versare altri 2,7 milioni all'anno per due anni) diverrà socio fondatore pubblico con diritto di designare un rappresentante nel cda (attualmente è il vicepresidente Bruno Ermolli). Uno status pari, cioè, a quello di Governo, Regione e Comune. «Abbiamo anche deciso - ha spiegato Ermolli - di richiedere al Governo, quindi al ministero dei Beni culturali, la modifica della legge sulle fondazioni, al fine di poter allargare a nove il numero dei membri del cda, attualmente di sette componenti». Questo dovrebbe avvenire attraverso un emendamento alla Finanziaria (già l'Accademia di Santa Cecilia può avere più consiglieri). Se tutto fila liscio, per lunedì 14 è stata riconvocata l'assemblea che dovrà eleggere i nuovi consiglieri "privati", di fatto i rappresentanti di Fondazione Cariplo, Pirelli ed Eni (gli altri quattro, ora compresa la Cdc, entreranno di diritto). E la Provincia? «Se si allinea con i contributi richiesti - ha detto Ermolli - ben venga. La Scala ha bisogno di risorse. Lo spirito è quello di non escludere nessuno». In realtà si dovrà aspettare la modifica di legge. Solo a quel punto saranno disponibili altri due posti, uno per la Provincia, appunto, e uno per un altro socio privato che potrebbe essere Banca Intesa. Nel corso dell'assemblea, alla quale era presente anche il sovrintendente Stéphane Lissner, è emerso che per dare alla Provincia di Milano la certezza di avere un rappresentante nel cda è necessario aumentare i consiglieri. L'alternativa, allo stato attuale, è quella di passare attraverso il voto dell'assemblea, come gli altri soci privati (e a scapito di un altro candidato). Il diritto di designare un consigliere si acquisisce, infatti, solo quando oltre ad essere già soci fondatori permanenti (avendo versato almeno 5,2 milioni) si offrono altri 2,7 milioni per due anni (cioè l'8 dei fondi pubblici). Accanto a questi ci sono i "semplici" fondatori (520mila euro di versamento e il diritto di voto per quattro anni). Secondo il nuovo statuto, l'assemblea disciplinerà la presentazione delle candidature alle cariche della fondazione, riservandola ai soci titolari di diritto di voto permanente che, in modo singolo o associato, assicurino per due anni consecutivi, successivi all'elezione, un importo annuo non inferiore all'8 del totale dei finanziamenti statali destinati alla gestione dell'attività della fondazione», come si legge in un comunicato della Scala. Al termine dell'assemblea (che ha cooptato due nuovi soci, la Fondazione Banca del Monte, entrata con 600mila euro, e la Riva, con un contributo straordinario già versato di 1 milione), l'assessore alla cultura della Provincia, Daniela Benelli, ha spiegato che la richiesta avanzata dai soci della Scala spiazza Palazzo Isimbardi. Ai 5,4 milioni offerti, ha detto, «si è aggiunta una quota di sbarramento che prevede il versamento dei 4 anni pregressi per avere diritto ad essere eletti. Questo rende le cose più complicate: lo riteniamo un po' esoso. La presidenza della Provincia esaminerà la questione, ma non riteniamo la domanda come un accoglierci a braccia aperte». Ieri sera, infine, i lavoratori della Scala prima dell'inizio dello spettacolo hanno letto un documento, in cui si sottolinea che «finanziare la produzione culturale è da considerare sempre un investimento sul futuro di un Paese. Perciò il ruolo dello Stato è centrale come intervento diretto e per favorire l'afflusso aggiuntivo di risorse private».
Scala, la Fondazione chiede un Cda allargato ma la Provincia è fuori
L'assemblea della Fondazione Teatro alla Scala ha approvato il nuovo statuto, che prevede la nomina di nuovi soci fondatori, tra cui la Camera di commercio di Milano. Il ministero dei Beni culturali dovrà ancora dare il via libera. La Scala richiede un aumento dei contributi, che attualmente sono di 5,4 milioni di euro. La Provincia di Milano è stata invitata a unirsi, ma non è stata garantita la possibilità di avere un rappresentante nel consiglio di amministrazione. Il nuovo statuto prevede l'elezione di nuovi consiglieri, tra cui rappresentanti di Fondazione Cariplo, Pirelli e Eni. La Scala richiede risorse per finanziare la produzione culturale e considera lo Stato come intervento centrale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo