Codice per stabilire le competenze e tutelare il paesaggio italiano Tutti i progetti in vista Sarà un decreto legislativo, in attuazione dell'ampia delega governativa contenuta nell'articolo 10 della legge 1372002. Si comporrà di due parti: la prima dedicata alla tutela e valorizzazione del patrimonio artistico, l'altra alla tutela del paesaggio. Conterrà anche una indicazione dei beni culturali che possono essere allenati e di quelli che devono restare di proprietà statale. La commissione Trotta concluderà i lavori a fine mese. Dovrebbe veder la luce entro fine anno Riordino del ministero. Anche questo sarà un decreto legislativo che darà attuazione all'articolo 1 della legge 1372002, Introdurrà elementi di chiarezza sulle attuali funzioni degli organi ministeriali. In particolare sul ruolo dei soprintendenti regionali e sul loro rapporto con i soprintendenti di settore. Altro obiettivo sarà lo snellimento della macchina amministrativa, con un maggiore ricorso alle nuove tecnologie. Verrà reintrodotto II ricorso gerarchico pei alcuni atti emanati dai soprintendenti In fase di elaborazione Nuova normativa sugli apparti di lavori pubblici relativi al beni culturali II regolamento è indotto dall'articolo 10 della legge 1372002. Viene ribadita la specificità del settore del restauro del beni culturali, si fissano i livelli di progettazione per l'esecuzione del lavori e l'ammissibilità di varianti, si salvaguarda, anche nel caso di offerte economicamente vantaggiose, il criterio della qualità, si individuano le figure professionali a cui affidare I lavori. In fase di elaborazione Regolamento sulle concessioni il regolamento indica i criteri per l'affidamento ai privati della gestione dei servizi museali All'esame dei Consiglio di Stato Regolamento sulle Spa dei Beni culturali Ritorna al Consiglio di Stato dopo la bocciatura subita perché In contrasto con il nuovo Titolo V della Costituzione. Lo scoglio era rappresentato dalle competenze in materia di valorizzazione del patrimonio, ostacolo rimosso con una norma inserita nell'ultima finanziaria, che ha limitato l'ambito di Intervento alla sola gestione dei monumenti Regolamenti sugli stanziamenti per le infrastrutture Mette in pratica il dettato dell'articolo 60, comma 4, dell'ultima Finanziaria, che ha assegnato ai beni culturali il 3 per cento degli stanziamenti previstivi per le infrastrutture. Sono in corso incontri con il ministro Lunardi per Individuare le modalità della nuova entrata. Si attende, inoltre, venga definito il quadro degli investimenti pubblici, perché in Finanziaria era indicata solo una previsione. In fase di elaborazione Disegno di legge sulle sanzioni Prevede una tutela penale del bene culturale in quanto tale, introducendo fattispecie di reato autonome, inasprendo le pene e depenalizzando gli illeciti minori. Contiene, inoltre, misure per far emergere il patrimonio archeologico "sommerso". Oggi all'esame del Consiglio dei ministri Disegno di legge sulla qualità architettonica Introduce per la prima volta i criteri architettonico-urbanistici da rispettare per la costruzione dei nuovi immobili e per il recupero e la ristrutturazione di situazioni realizzate in passato. In fase dì "concertazione"con il ministero delle Infrastnitture Disegno di legge sul cinema Prevede nuovi criteri per l'assegnazione dei contributi. La ripartizione delle risorse si baserà sul reference system, cioè la vantazione del background di chi chiede i finanziamenti. Rimarrà un canale per le opere prime. In fase di elaborazione Disegno di legge sulla censura Viene rivoluzionato il romanismo della censura: il divieto di visione di un film non sarà imposto in modo generale e preventivo da una commissione, ma si baserà su determinati elementi di classificazione che accompagneranno la pellicola. Sulla base di quei parametri il gestore della sala, ma anche gli stessi genitori, potranno valutare se il minore può vedere il film. In fase dì elaborazione ROMA - Grande fermento ai Beni culturali. La delega accordata al Governo con la legge 1372002 riguarda in maniera massiccia il ministero guidato da Giuliano Urbani. Si progettano interventi sull'organizzazione stessa del dicastero e anche sugli altri ambiti di competenza ministeriale. Alcuni progetti hanno già intrapreso il cammino legislativo, ma per il grosso delle riforme sta per scoccare il countdown. In particolare, per quel le relative alla valorizzazione dei monumenti e all'introduzione di nuovi criteri per la ripartizione dei fondi da destinare al cinema. I tempi stringono. La delega scade a gennaio 2004, ma il ministero deve essere pronto al massimo entro giugno. Entro quel mese deve, infatti, aver definito tutte le proposte, così da consentire che nel resto dell'anno i provvedimenti possano seguire l'iter previsto: audizione della Conferenza Stato Regioni, pareri delle commissioni parlamentari competenti. Si farà a meno, invece, del parere del Consiglio di Stato e questo grazie all'emendamento inserito in fase di conversione del decreto legge 242003, approvato definitivamente l'altro ieri, (vedasi il Sole 24 Ore di ieri). Ecco alcuni dei provvedimenti più qualificanti per il nuovo assetto ministeriale. Codice dei beni culturali. Dovrà tener conto della riforma in senso federalista della Costituzione e, alla luce di quella, ridisegnare gli ambiti di intervento del ministero. Intanto, la tutela resta senza ombra di dubbio allo Stato e anzi, con la riforma bis del Titolo V proposta dal Governo, verrà rafforzata. Una parte del codice sarà dedicata alla tutela del paesaggio, un ambito finora di confine: l'ambiguità della normativa lo ha reso terreno di contesa tra Stato e Regioni. Nel Testo unico troveranno posto anche i criteri per individua re i beni storico - artistici che possono essere alienati e quelli che non corrono alcun pericolo di vendita. E questo dopo le polemiche nate con il varo della Patrimonio Spa. Riordino del ministero. Tra soprintendenti regionali, la nuova figura creata dalla riforma del ministero varata nel Duemila dall'allora ministro Giovanna Melandri, e i soprintendenti di settore i rapporti non sono sempre filati lisci. Colpa, secondo l'attuale ministro, di competenze e responsabilità mai chiarite. La riforma del ministero targata Urbani intende tracciare nuovi confini tra le due figure. Altro obiettivo è lo snellimento dell'amministrazione, grazie anche a un massiccio ricorso agli strumenti tecnologici. Viene, in fine, ripristinata la procedura del ricorso gerarchico, cioè della giustiziabilità interna di alcuni atti (per esempio, i provvedimenti di vincolo) emanati dai soprintendenti. Ora si va direttamente davanti al Tar. Più privati nei musei. Il compito di portare più imprenditorialità nella gestione del patrimonio è affidata soprattutto a due regolamenti, entrambi all'esame del Consiglio dì Stato: il provvedimento sulle Spa partecipate dal ministero e il regolamento attuati vo dell'articolo 33 della Finanziaria dello scorso anno. La censura al cinema e in Tv. Non è un intervento indotto dalla delega, mentre lo è la revisione dei criteri per l'assegnazione dei contributi al cinema. Il progetto sui divieti di visione si prospetta, anche per le ricadute sociologi che, importante. Attualmente è in fa se di elaborazione e dovrà tener conto di altri tipi di garanzie, di cui si sta ugualmente discutendo. L'intento del ministro Urbani è di fare in modo che la censura scatti sulla base di elementi di classificazione di ciasc na pellicola. In altre parole: si conoscerà in sintesi il contenuto del film e il gestore della sala, ma anche i genitori del minore, avranno a disposizione gli elementi per valutare se la visione è adatta ad adolescenti. Il meccanismo, che imporrà una rimodulazione dei limiti di età, varrà soprattutto per il cinema. Per la Tv sarà limitato alle fasce di orario protette. Musei aperti. Monumenti, biblioteche e archivi di Stato ( 100 siti chiuderanno alle 23) aperti nei giorni di Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e primo maggio. In attesa dei Beni culturali del futuro, accontentiamoci del presente.