«Questa decurtazione sa di disprezzo per la cultura, per l'intelligenza, per l'arte...». Parole dure come pietre, quelle pronunciate ieri alla Scala da Dario Fo in occasione del concerto di protesta promosso dai lavoratori scaligeri contro i tagli della finanziaria al Fondo unico dello spettacolo (Fus).Dette in una giornata che a Milano ha visto la mobilitazione degli esponenti di numerose compagnie teatrali, che hanno organizzato spettacoli volanti davanti al Piccolo Teatro e poi un corteo con manifestazione in in piazza della Scala in coincidenza con la conclusione del concerto. Prima del concerto è intervenuto Dario Fo che ha parlato ai lavoratori scaligeri: «Sono qua - ha detto il Premio Nobel - per darvi appoggio e solidarietà profonda, che sento d'istinto per una lotta contro qualcosa che ci indigna. Non si tratta solo di togliere denaro a un monumento mondiale come la Scala, ma di togliere la possibilità di agire, crescere, creare. Si taglia via dalla base la crescita dei giovani, la possibilità di sviluppare la musica, la danza, il teatro». Per Fo, il taglio del Fus rappresenta «un modo di schiacciare il pensiero, la fantasia, la creatività. E un popolo senza pensiero, fantasia, creatività è un popolo spento. Spingere - ha concluso il Premio Nobel per la Letteratura - perché si arrivi a questo declino è da incoscienti. Anzi, da criminali ». Mentre Dario Fo parlava alla Scala, davanti al Piccolo Teatro, si avvicendavano su un palcoscenico ideale gli attori e gli artisti delle compagnie teatrali del Piccolo, del teatro dell'Elfo, di Teatridithalia, Teatro delle Cooperative, Compagnia Teatrale Dionisi.