LA REGIONE Il governatore, soddisfatto a metà dopo la lettera a Berlusconi, propone un patto al Comune Venezia Soddisfatto a metà e con l'inclinazione a guardare il bicchiere mezzo vuoto. Giancarlo Galan, presidente della Regione, ha ancora sul tavolo la copia della lettera scritta al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, con la richiesta di non tagliare i fondi della cultura per non mettere in crisi istituzioni storiche come Fenice, Biennale o Arena di Verona. E ora, dopo che il Senato ha ridotto i tagli del Fondo unico per lo spettacolo, la soddisfazione non è comunque piena. «Non posso rimangiarmi le preccupazioni manifestate nella lettera a Berlusconi - afferma Galan - Ritengo che non sia affatto un bene una manovra di riduzione dei fondi alla cultura che mette in difficoltà, per il Veneto, la Biennale e i due enti lirici. Non è un bene perchè si tratta di due tipi di attività culturali e artistiche molto importanti per l'Italia, anche rispetto al richiamo turistico e all'indotto economico che sanno generare». Giovedì della scorsa settimana Galan avrebbe dovuto partecupare a Roma a un incontro con il ministro dei beni culturali, Buttiglione, assieme agli altri presidenti di Regione proprio in vista della presentazione al Senato del maxiemendamento del governo sulla Finanziaria. L'incontro è saltato e Palazzo Madama ha licenziato la Finanziaria con il parziale recupero del Fus. Ora la parola passa alla Camera, ma Galan annuncia che la Regione cercherà di fare la sua parte comunque. «Confermo - prosegue - che da parte nostra ci sarà di sicuro l'impegno a sostenere con forza ancora maggiore, rispetto al passato, l'attività di Fenice e Arena di Verona, oltre che della Biennale. Lavoreremo per una collaborazione tra i due enti lirici, coinvolgendo i due soprintendenti, e aumenteremo le risorse economiche». «Tuttavia - ammonisce Galan - non mi stancherò mai di ripetere che è necessario un impegno più concreto e continuativo da parte dei privati, soprattutto da quelle categorie che dalla cultura, in realtà come Verona e Venezia, ricevono molto in termini economici. Non voglio entrare nel merito del caro prezzi in hotel o ristoranti, mi limito solo a osservare che se il settore ricettivo, ad esempio, entrasse in maniera attiva a sostenere le istituzioni culturali, recupereremmo i sacrifici chiesti dallo Stato. Non si tratta di dispensare carità o di elargire oboli, nè di aprire i portafogli per sponsorizzazioni estemporanee, ma di ragionare sulla programmazione e su un impegno a lungo termine. Il caso di Roma, con il suo festival del cinema organizzato con risorse private, è un esempio di quello che vado dicendo». E da questa considerazione Galan prende infine spunto per un appello a Cacciari, invitandolo ad agire come fa il suo collega romano Veltroni. «Dobbiamo lavorare - conclude, tendendo la mano al sindaco - affinchè Comune e Regione, attraverso i rispettivi responsabili delle attività culturali, collaborino per attivare tutti i canali di finanziamento privati». Da.Sca.