La tre giorni di "Fratta Carbonara" è stata l'occasione per un gradito quanto inatteso dono al Polesine. Il direttore della Minelliana, Mario Cavriani, ha ricevuto in dono dall'Archivio storico di Brno la copia di 12.500 documenti inediti riguardanti i carbonari polesani. Documenti a disposizione degli studiosi italiani che li potranno consultare agevolmente e fare ancor più luce sulle vicende dei patrioti polesani. Al convegno in villa Molin Avezzù è mancato l'atteso direttore del museo delllo Spielberg, Pavel Ciprian. Aveva accolto l'invito a Fratta Polesine ma all'ultimo momento ha preferito rimanere a Brno, adducendo motivi di lavoro. Forse ha voluto evitare di essere al centro di polemiche, visto che di recente l'amministrazione comunale della città in cui sorge il carcere-fortezza austriaco aveva patito una netta presa di posizione contraria del Parlamanento Ceco, e il Ministro dei Beni culturali ha fatto sapere di essere contro la trasformazione dello Spielberg in qualsiasi luogo che non sia museale e di cultura. La testimonianza dalla Moravia è arrivata a Fratta per voce di Pavel Balcarek, da 43 anni studioso dell'archivio regionale moravo. «Lo Spielberg non si deve toccare - ha affermato Balcarek - in quanto patrimonio internazionale non solo di Italia e Repubblica Ceca, ma anche di Polonia, Austria e Ungheria. Abbiamo pensato ad un'altra petizione da fare entro il 25 novembre per raccogliere firme da consegnare in occasione del convegno che vedrà lo Spielberg al centro della discussione». Andrea Colasio della Commissione cultura della Camera dei Deputati, che nel luglio scorso aveva presentato al nostro Parlamento un'interpellanza per interessamento di Minelliana e Archivio di Stato di Rovigo ha spiegato: «Ho avuto conferma da Gianfranco Fini e Rocco Buttiglione che è ferma intenzione del Governo italiano difendere la storia dello Spielberg e di tutti i prigionieri italiani che vi sono morti. Ora è molto difficile che la fortezza possa essere convertita in albergo di lusso, visto anche tutta la spinta contraria registratasi in ambito italiano e moravo». «Voglio ringraziare il Gazzettino per avermi messo al corrente di quello che stava avvenendo a Brno - ha detto Cavriani - così ho potuto organizzare un viaggio che mi ha poi permesso di toccare con mano il problema delle sorti dello Spielberg». Nel corso del banchetto carbonaro ieri sera era prevista la lettura di un brano inedito scritto da Pellico in onore dell'amico Oroboni. Sul possibile interesse da parte della Regione Veneto circa la volontà di prendersi carico di parte delle spese che il comune di Brno è costretto a spendere ogni anno per la manutenzione dello Spielberg, ipotizzato dal Gianpaolo Romanato, docente di Storia all'Università di Padova, il segretario generale alla Cultura della Regione Veneto, Angelo Tabaro ha precisato come non vi sia nessun impegno finanziario, ma tanta volontà di difendere la storia della carboneria veneta e questo lo si vedrà già in occasione del convegno di fine mese programmato a Venezia con tutti gli Stati dell'Est Europa, nel corso del quale si potranno allacciare rapporti di cooperazione. Nel salone d'onore di villa Avezzù la tavola rotonda "Silvio Pellico e i carbonari della Fratta nelle prigioni dello Spielberg" ha visto anche la presentazione delle due ultime novità editoriali a cura dello storico Aldo Mola sulla figura e l'opera di Pellico, "Le miei prigioni, memorie di Silvio Pellico da Saluzza" e la biografia "Silvio Pellico, carbonaro, cristiano e profeta della nuova Europa" a cura dello stesso direttore del Centro Europeo "Giovanni Giolitti". Marco Scarazzatti