IL risultato di questa politica, si è detto in un incontro a Firenze dei dirigenti di Archivi e Soprintendenze, non potrà che essere disastroso: si rischia la chiusura e, in alcuni casi, anche di non poter garantire la conservazione di importanti .documenti per il mancato funzionamento di impiantì di climatizzazione testimonianza del nostro patrimonio storico-artìstico, Tra le sedi a maggiore rischio con Pisa, Firenze, Siena ci sono Alessandria e Genova. Abbiamo chiesto a Paola Caroli direttore dell'Archivio di Stato di Genova di spiegarci i rischi che corrono studenti e studiosi che giornalmente consultano un patrimonio documentario tra i più ricchi d'Europa. Ma è possibile che chiudiate l'Archìvio? «Con gli attuali stanziamenti arriveremo a mala pena a giugno. Ogni altra considerazione è superflua». Ma di quanti fondi disponete? «Siamo passati dai 34.602 euro del 2001 ai 31.503 del 2002, per scendere ancora a 22.680 euro nel 2003. Per Genova non si è tenuto neppure conto che avevamo acquisito nuovi depositi con 9 chilometri di documentazione, mi riferisco ai magazzini di Campi, che possono essere consultati solo da maggio a ottobre, in quanto mancano i soldi per il riscaldamento». Per fortuna andiamo verso l'estate. «Una battuta, ma i problemi sono reali. In archivio, come credo molti miei colleghi di altre regioni, siamo preoccupati». Cosa pensate di fare? «Con la mia collega Elisabetta Arieti, responsabile della Soprintendenza archivistica, abbiamo già sollecitato un incontro con Gianni Plinio, assessore alla cultura della Regione che già in altre occasioni si è dimostrato sensibile ai problemi degli Archivi genovesi. Nonostante tutto, sono certa, o meglio spero, che una soluzione verrà trovata». Archivio di Stato a rischio. Ma questa volta non si tratta dell'annoso problema dei lavori interminabili della sede di Sant'Ignazio in Carignano. Questa volta il problema riguarda il funziona mento ordinario, in quanto la Finanziaria di Giulio Tramonti evidentemente poco interessato alla conservazione di un patrimorjio documentario ricco e unico al mondo che ogni paese ci invidierebbe ha, ancora una volta, ridotto i fondi destinati al funzionamento ordinario degli Archivi e delle Soprintendenze archivistiche regionali (energia elettrica, acqua, riscaldamento, pulizie locali, telefono, fax, Internet). I finanziamenti, a detta dei sindacati, sono scesi tra il 49 e il 69: sono passati da 7 milioni e 178 mila euro nel 1998 a 3 milioni 150 mila euro nel 2003.