PARIGI Una missione in tempi brevissimi per valutare i danni subiti dal patrimonio cultura le, un invito a tutti i paesi a rispettare le convenzioni internazionali e a impedire il commercio e l'esportazione di qualsiasi oggetto d'arte iracheno: l'Unesco e i massimi esperti dell'archeologia internazionale, riuniti ieri nella sede dell'organizzazione, sono ancora sotto choc. Bisogna sbrigarsi e si spera che entro maggio le forze anglo americane autorizzino l'ingresso di una delegazione di esperti, protetta dalla bandiera dell'Unesco, che dovrà fare un primo inventario dei danni. L'organizzazione per la protezione del patrimonio culturale e artistico ha anche creato un fondo speciale per l'Iraq: il primo paese ad aderire all'iniziativa è stata l'Italia, che ha versato 400 mila dollari. Una cifra, ha spiegato il nostro ambasciatore, Francesco Caruso, che potrà salire a un milione. Per occuparsi del patrimonio iracheno, dall'Italia non arriveranno solo gli esperti: alcuni carabinieri del nucleo per la tutela del patrimonio artistico faranno parte del contingente di militari in partenza per 1 Iraq, La prima cosa da fare è un inventario, hanno detto tutti gli esperti. I due rappresentanti italiani, Giuseppe Proietti e Roberto Parapetti, pensano che le cifre avanzate (170 mila oggetti distrutti) siano eccessive, ma insistono sull'urgenza di una ricognizione. Non si sa infatti se sia no salvi i reperti che erano stati trasportati nei caveau della banca centrale irachena e non si hanno notizie sui siti archeologici nel Nord e nel Sud del paese. Secondo lo specialista statunitense McGuire Gibson, è invece sicura, tra l'altro, la perdita di 80 mila tavolette cuneiformi in argilla e delle grandi statue del sito di Hatra. Gli americani sostengono che gran parte delle razzie siano state compiute su commissione. Lo sgomento per le distruzioni e i saccheggi si è diffuso anche fra i consiglieri di George W. Bush: il presidente di una Commissione per la proprietà culturale della Casa Bianca, Michael Sullivan, si è dimesso dall'incarico per protesta contro la mancata difesa dei musei dì Bagdad insieme a un altro membro del l'organismo. L'Fbi manderà agenti in Iraq per assistere nel recupero dei tesori del Museo di Bagdad. Lo ha detto il direttore del Bureau Robert Mueller.