MILANO Ieri sera, "prima" della Juivé di Jacques Halévy alla Fenice di Venezia. Il sindaco Massimo Cacciari sale sul palco e con toni duri stigmatizza i tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo, che per il teatro veneziano comporteranno una riduzione di 2,5 milioni di euro: «In questo modo l'attività della Fenice subirà un drastico ridimensionamento e non sarà all'altezza del prestigio del nome del teatro». Sipario chiuso, il coro sul palco intona il "Va pensiero" dal Na-bucco, interrotto a metà da un artista: «Ci ammutoliamo adesso per non tacere per sempre». Le proteste per i tagli al Fus continuano nonostante il maxiemendamento alla Finanziaria lo abbia reintegrato di circa 100 milioni di euro. La responsabile Ds per la Cultura, la senatrice Vittoria Franco, suggerisce al ministro Buttiglione di chiedere ai parlamentari della sua maggioranza di rinunciare ai 220 milioni di euro della "legge mancia" (i contributi a disposizione dei parlamentari per le spese elettorali) e di stanziarli invece per i Beni Culturali. I lavoratori della Scala organizzano oggi alle 16 con un concerto al Piennarini «a favore della cultura». Sul palco, Orchestra e Coro scaligeri diretti dal norvegese Arild Remmereit, in programma musiche di Beethoven, Puccini e Verdi.