Abstract: Pubblicata la graduatoria provvisoria del concorso per 70 posti di dirigente tecnico archeologo - Le anomalie dello Statuto speciale: in base alla l.r. 1899 prorogati i concorsi per soli titoli E' trascorso più di un mese dalla pubblicazione delle graduatorie provvisorie relative al concorso a n. 70 posti di dirigente tecnico archeologo del ruolo dei Beni culturali, concorso che era stato bandito con decreto 29 marzo 2000 dall'assessorato regionale per i Beni Culturali e Ambientali, a quei tempi era assessore in carica Salvatore Morinello. Erano state presentate ben 812 istanze di partecipazione al concorso, a fronte dei 70 posti disponibili. Le graduatorie sono state formate sulla base di una valutazione dei titoli presentati dai candidati, trattandosi appunto di un concorso per soli titoli. Questo nonostante l'articolo 18 della l. r. n. 116 del 1980 (norme sulla struttura, il funzionamento e l'organico del personale dell'Amministrazione dei Beni culturali in Sicilia) reciti che "alla qualifica di dirigente tecnico si accede mediante pubblico concorso per titoli ed esami". Ci hanno fatto sapere dall'assessorato che alla data in cui era stato bandito il concorso era in vigore l'art. 1 della l.r. 1899 che aveva prorogato di tre anni le norme precedenti che prevedevano che tutti i concorsi fossero esclusivamente per titoli e non per titoli ed esami. E così la nostra Isola ricca di bellezze artistiche e di reperti archeologici faceva uso dell'autonomia speciale in modo penalizzante rispetto alla gestione delle sue stesse risorse. Infatti il concorso per soli titoli si presenta come una strana anomalia anche a fronte dei concorsi banditi a livello nazionale dal ministero dei Beni culturali e ambientali. Tra i più recenti, quello del luglio 1998, il quale per la figura del collaboratore archeologo (qualifica VII), oltre ai necessari requisiti del diploma di laurea in lettere, o filosofia, o storia, indirizzo antico, unitamente al corso di specializzazione post-universitario o di perfezionamento di durata almeno biennale, prevedeva anche esami scritti e orali, comprensivi di discipline giuridico-amministrative concernenti la tutela dei beni culturali. Invece l'articolo 2 del concorso, bandito dalla Regione siciliana nel 2000, prevede come titolo di studio indispensabile per l'ammissione alla carica di dirigente tecnico archeologo semplicemente la laurea in lettere, senza richiedere lo specifico indirizzo archeologico. Per quanto riguarda la specializzazione si ritiene sufficiente un solo anno di frequenza con il sostenimento dei relativi esami. Inoltre, dall'esame del facsimile della domanda si rileva che il candidato avrebbe potuto indicare alternativamente o il dottorato di ricerca, o il diploma di specializzazione, con l'evidente paradosso che il più preparato viene penalizzato pur avendo maturato maggiore esperienza scientifica. E che dire di tutte le attività di collaborazione nei musei civici, nelle soprintendenze, nelle università, negli istituti di ricerca, esperienze applicative costituenti parte integrante del processo di formazione dell'archeologo? Nel bando non sono affatto citate. Trattandosi di concorso per titoli rilevano tutti i servizi prestati indistintamente presso gli enti pubblici. Di conseguenza volendo ipotizzare un percorso di questo tipo: laurea in lettere, un anno di frequenza ed esami di specializzazione, abbandono del percorso per dedicarsi all'insegnamento o ad un qualsiasi altro impiego nella pubblica amministrazione; paradossalmente questo candidato nella graduatoria è riuscito a superare chi, invece, ha percorso un processo formativo coerente accumulando la professionalità richiesta proprio dal posto messo a concorso. Abbiamo verificato, tramite l'ufficio stampa dell'assessorato ai Beni Culturali, che il bando era assolutamente in regola rispetto alle normative allora vigenti, per esempio la possibilità di partecipare al concorso in questione con la laurea ed il solo primo anno di frequenza della scuola di specializzazione è prevista dalla stessa l.r. 11680. Ma allora quali speranze per chi ha investito tutte le proprie risorse esclusivamente per accrescere le competenze necessarie per svolgere la professione dell'archeologo? Su questo punto abbiamo sentito l'attuale assessore ai Beni Culturali, Fabio Granata.
Professione archeologo in Sicilia la specializzazione non vale nulla
La graduatoria provvisoria del concorso per 70 posti di dirigente tecnico archeologo è stata pubblicata. Il concorso è stato bandito con decreto del 29 marzo 2000 e ha ricevuto 812 istanze di partecipazione. Le graduatorie sono state formate sulla base di una valutazione dei titoli presentati dai candidati. Tuttavia, l'articolo 18 della l.r. n. 116 del 1980 prevede che alla qualifica di dirigente tecnico si accede mediante pubblico concorso per titoli ed esami. Il concorso è stato bandito con l'articolo 1 della l.r.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo