Seppelliti i reperti archeologici all'uscita degli Uffizi. Via libera dalla Soprintendenza Gli scavi archeologici vengono...insabbiati. Il modo di dire in questo caso dice ii vero perché da una settimana esatta è iniziata l'operazione riempimento degli spazi dove erano stati effettuati gli scavi archeologici presso l'uscita della Galleria degli Uffizi, in piazza del Grano. Uno dopo l'altro, i grossi camion abboccano il vano ribaltabile e scaricano montagne di materiale inerte sui reperti delle vecchie mura altomedievali che gli scavi avevano riportato alla luce sin dal 2001. Per completare l'opera di riempimento dell'ampia voragine realizzata sotto la rampa di uscita del museo fiorentino, ci vorrà ancora un mese esatto. In totale alla fine occorreranno circa mille metri cubo di sabbia e ghiaia, trasportati in orto viaggi al giorno e sistemati manualmente da una squadra di operai. Con questa operazione di chiusura degli scavi archeologici, ci si sta avviando speditamente alia preparazione della piazza per il cantiere in vista della realizzazione dei Grandi Uffizi. Nella seconda metà di dicembre i lavori per l'ammodernamento e l'ampliamento del museo più famoso d'Italia potrebbero anche iniziare (tra breve si saprà chi ha vinto la gara d'appalto per il primo lotto di lavori) e per quella data piazza del grano dovrà essere a posto, senza più scavi e aree inutilizzabili. Per questo gli esperti della Soprintendenza archeologica toscana hanno dato il via alla chiusura definitiva dell'area. Dove tra l'altro le ricerche archeologiche si erano fermate da tempo. Infatti alcuni mesi fa sulle antiche mura della Firenze altomedievale, erano stati stesi dei grandi teli bianchi di tessuto non tessuto. Qualcuno poteva pensare che servissero per «proteggere» i reperti. Più precisamente servono per «isolare» l'area indagata da queEa ancora da scavare. É un lavoro a prò dei posteri, insomma, per far capire agli archeologici del futuro - tra 50,100 o anche più anni - fino a che punto ci si era spinti in questa fase di studio. Il via alla chiusura dell'area archeologica all'uscita degli Uffizi è stata data ufficialmente alcuni giorni fa dopo il sopralluogo di Roberto Cecchi, direttore generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Per il riempimento dell'area sono stati scelti dei materiali inerti - sabbia e ghiaia - di diversa consistenza, per facilitare un possibile nuovo scavo. Uno stop all'operazione poteva arrivare dal famigerato progetto della Loggia Isozaki all'uscita degli Uffizi, le cui fondamenta potevano andare a incastrarsi proprio tra gli antichi ruderi della vecchia Firenze, a diversi metri di profondità. Ma il progetto è praticamente in letargo: «Della copertura dell'architetto giapponese non se ne è più parlato - ha detto Carlotta Cianferoni, soprintendente archeologica toscana - quindi noi andiamo avanti con la chiusura dell'area in tempi brevi». Non solo: l'importo totale del primo lotto dei lavori per i Grandi Uffizi, come si ricorderà, escludeva proprio lo stanziamento per la loggia. Quindi se ne riparlerà in futuro. Intanto il tratto di piazza del Grano tra via dei Neri e piazza dei Giudici rimane interdetto alla circolazione, per permettere ai camion di far manovra e scaricare quotidianamente i materiali.