«Gli immobili siti in Roma, via Nicola Salvi n. 68 e via di Monte Oppio n 12»... Siamo al comma sette dell'articolo 11 quinques del decreto fiscale che accompagna la Finanziaria. Che c'entrano due immobili, completi di indirizzo, con la grande manovra di bilancio sulla quale il governo si gioca la testa? C'entrano. Il perché sta in un pasticciaccio brutto chiamato «cartolarizzazioni», e in un mini-pasticcio ancor più brutto chiamato «case di pregio». Quelle che da vendersi senza sconti, perché di gran valore. Quelle che per averne una dall'Inps dovevi essere qualcuno. Quelle che se riesci a comprartele fai l'affare del secolo. Beh, gli inquilini di quei due indirizzi l'avevano fatto doppio, l'affare: vincendo un ricorso contro lo stato e l'Inps nel quale affermavano che quei due immobili non erano di pregio. Sì, a due passi c'è il Colosseo e sotto i piedi la Domus Aurea di Nerone, ma le case non sono di pregio. Dunque, il prezzo - più o meno - si dimezza. Tra gli inquilini che in Italia non vincono mai ma stavolta avevano vinto, due illustrissimi conflitti di interesse, il presidente del collegio dei sindaci dell'Inps Giuliano Cazzola (compratore e controllore dello stesso ente, nonché fustigatore dei nostri malcostumi previdenziali) e il consigliere di stato Filippo Patroni Griffi. Proprio il Consiglio di stato aveva messo la pietra tombale sul caso, dando ragione ai ricorsi: l'Avvocatura, che doveva difendere lo Stato, quella volta al processo non si era presentata. Forse c'era traffico. Fatto sta che il caso delle case di pregio un po' di rumore tra gli inquilini di questa Roma cartolarizzata lo stava facendo. Diverse interrogazioni parlamentari e - nel nostro piccolo - questo giornale avevano sollevato lo scandalo. Così, è arrivato il contrordine: le case s-pregiate non si vendono più. Giustizia è fatta, in un solo comma. Fuori dal comma sette, un po' meno: la Chiesa ha la licenza di non pagare l'Ici sui suoi immobili commerciali, lo stato avrà quella di chiedere il pedaggio sulle strade, etc. etc. Ma pazienza: potremo giocare al superenalotto tutti i giorni e sperare di vincere una casa. Anche non di pregio.
IMMOBILI : Due case una manovra
Il comma sette dell'articolo 11 quinques del decreto fiscale della Finanziaria 2023 riguarda due immobili in Roma, via Nicola Salvi n. 68 e via di Monte Oppio n. 12. Gli immobili, che erano stati oggetto di un conflitto di interesse tra il presidente del collegio dei sindaci dell'Inps Giuliano Cazzola e il consigliere di stato Filippo Patroni Griffi, erano stati dichiarati non di pregio e quindi non si potevano vendere. Il Consiglio di stato aveva dato ragione ai ricorsi degli inquilini e l'Avvocatura dello Stato non si era presentata al processo. Il comma sette stabilisce che le case non si vendono più.
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