Una lottizzazione passerà nelle aree private: «Non sapevamo nulla e siamo stati tassati» cagliarigd s.sm Immaginate di coltivare il vostro terreno per vent'anni e di scoprire improvvisamente che è stato inserito all'interno di una lottizzazione turistica senza il vostro consenso. Succede a Uta, poco distante dal confine di Capoterra, nella zona del rio Santa Lucia accanto alla strada provinciale 91. Dove venti proprietari terrieri fanno l'amara scoperta e ora si rivolgeranno alla Sovrintendenza. Tutto inizia nel 1996, quando viene presentata e approvata la lottizzazione "Baire e più". «Ho sempre pagato regolarmente l'imposta per il mio terreno agricolo- racconta Francesco Lentis- e poi mi sono visto arrivare una tassazione come zona F di tipo turistico. Così mi sono informato in Comune e io e gli altri venti proprietari abbiamo scoperto che i nostri terreni erano stati inseriti nel perimetro della lottizzazione; del mio sono stati inseriti 8000 metri». Inutile chiedere spiegazioni al comune di Uta: «L'impiegata mi ha risposto che se non andava bene-continua Lentis- potevo prendere anche un altro lotto, oppure che mi sarebbe convenuto vendere il terreno». Nella stessa situazione anche Mario Boero: «Tutta la mia proprietà di 55mila metri è stata inserita. Mi sono state tassate anche aree che non possiedo». Ma non è l'unica contestazione: «Si vorrebbe creare una zona turistica, è assurdo, il terreno è a forte rischio idrogeologico, e si tratta di una zona archeologica».
SARDEGNA: La beffa dei terreni rapiti dal cemento
Una lottizzazione turistica è stata presentata e approvata nel 1996 per l'area di Uta, in provincia di Cagliari. Ventidue proprietari terrieri, tra cui Francesco Lentis, hanno scoperto che i loro terreni agricoli erano stati inseriti nel perimetro della lottizzazione senza il loro consenso. I proprietari hanno ricevuto una tassazione come zona F di tipo turistico e hanno scoperto che il loro terreno era stato inserito in un'area a forte rischio idrogeologico e zona archeologica. I proprietari si sono rivolti alla Sovrintendenza e al Comune di Uta, ma non hanno ricevuto risposte soddisfacenti. Si è creato un dissenso tra i proprietari e il Comune, che vorrebbe creare una zona turistica.
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