Super sconti del 38 sulle vendite di immobili statali. Lo stato ha ceduto alcuni suoi appartamenti agli inquilini che li abitavano, con la seconda operazione di cartolarizzazione, la cosiddetta Scip 2, con uno sconto superiore a un terzo del valore e un prezzo medio di 90 mila euro. È quanto emerge da una risposta a un'interrogazione parlamentare del sottosegretario all'economia, Daniele Molgora. La legge del 2001, che ha avviato la dismissione degli immobili pubblici, ha ricordato Molgora, prevedeva sconti che variano dal 30, in caso di acquisto individuale, al 40,5, in caso di compravendite collettive. La maggior parte degli inquilini ha esercitato quest'ultima opzione, ha spiegato ancora Molgora, tanto che lo sconto medio di vendita è risultato nell'ordine del 38 del prezzo iniziale'. Nessun trattamento di favore, quindi, ma l'applicazione degli sconti previsti dalla legge. Facendo la media dei prezzi pagati nella prima operazione di cartolarizzazione Scip e la seconda Scip 2 si arriva a un prezzo unitario degli appartamenti, secondo i dati forniti dal ministero dell'economia, di 89.520 euro. Per quanto riguarda gli immobili a uso prevalentemente abitativo ceduti nell'ambito delle due operazioni di cartolarizzazione, i valori medi, al lordo degli sconti di legge, si attestano rispettivamente sui126.898 e 144.387 euro con un incremento, dunque, pari al 13,78 in due anni. L'incremento dei prezzi di vendita degli appartamenti pubblici resta comunque più basso di quello che è stato registrato sul mercato ordinario: tra il 2001 e il 2002 i prezzi delle case sono infatti saliti, secondo una media nazionale, del 15,1. Molgora, infine, ha annunciato che il ministero dell'economia provvederà a negoziare una nuova convenzione con le banche anche per l'operazione Scip 2, sul modello di quella realizzata per la vendita precedente. L'accordo sottoscritto con il sistema bancario consentiva un accesso agevolato all'acquisto agli affittuari in difficoltà. Si prevedeva, infatti, la concessione di mutui di durata fino a 25 anni e tassi d'interesse inferiori di uno-due punti percentuali rispetto ai tassi medi praticati normalmente dalle banche. Le stesse condizioni dovrebbero ora essere replicate per la seconda tornata dei rogiti.