II ministro attacca i manifestanti Pecoraio Scanio: intollerabile, è un incendiario TORINO «Non ci impressionano le fiaccolate di quanti non sanno come passare il proprio tempo. Protesta chi ha tempo da perdere». Pietro Lunardi non risparmia critiche ai dimostranti della Valle di Susa che si oppongono alla realizzazione della linea ferrovia ad alta velocità e non cede di un millimetro su un progetto che, spiega, «lo hanno voluto tutti i governi sin dal 1980». «Quindi ha concluso ieri noi di accordi bipartisan non ne facciamo». Sono parole forti, quelle del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, che hanno l'effetto di rinfocolare le polemiche proprio nel delicato momento in cui tutti, dai politici agli amministratori fino alla forze dell'ordine, invocano pacatezza e dialogo. Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, invita a moderare i toni: «In questo momento credo che sia meglio mantenere la calma ed evitare ogni intervento che possa essere utilizzato per accendere gli animi». E il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraio Scanio affonda: «Le affermazioni di Lunardi sono semplicemente irresponsabili. È un incendiario di fronte a una situazione complessa». Quindi aggiunge: «È intollerabile che un ministro insulti sindaci e cittadini della Val di Susa, dove un'intera valle sta manifestando il proprio dissenso di fronte a un'opera sbagliata». Le reazioni indignate di sindaci e comitati No Tav non si fanno attendere. Antonio Ferrentino, presidente della Comunità Montana Bassa Valle di Susa si sfoga: «Queste affermazioni sono estremamente offensive e stupide. Il ministro non ha capito che 15.000 persone sono scese in piazza sabato sera per dire no alle bombe». E ironizza: «Se voleva farci pubblicità ha fatto benissimo, perché dopo le sue offese abbiamo avuto 10.000 adesioni in più allo sciopero generale programmato per il 16 novembre. Arriveranno anche dieci pullman dalla Puglia». Di «parole scandalose» parla il sindaco di Chianocco, Mauro Russo: «In un momento di tensione sono da cen-surare». I comitati spontanei della Val di Susa hanno annunciato attraverso il loro sito Internet di aver contattato i propri legali per sporgere querela per diffamazione contro Lunardi. «Non sono le parole di un imbecille che dimostra di non aver alcun senso dello Stato che faranno crescere le tensioni commenta Luigi Casel dei Comitati No Tav . Lunardi ha forti interessi personali in quest'opera e vuole solo tutelare le sue aziende». E l'associazione fiorentina Idra, parte civile nel processo per i danni ambientali causati dai cantieri Tav tra Bologna e Firenze, ha scritto al premier Berlusconi per chiedere il suo intervento: «Riteniamo che un ministro non possa permettersi di offendere i cittadini. È solo un modo per aumentare le tensioni». In quella che si profila essere una settimana calda per la Valle di Susa (entro venerdì dovrebbero arrivare le macchine sondatrici) sono stati in molti ieri a prendere la parola. Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo non ha dubbi: «È un'opera che va fatta e non può essere messa in discussione da localismi che niente hanno a che fare con l'importanza dell'opera». Il commissario ai Trasporti dell'Unione europea Jacques Barrot lancia un monito: «II settore ferroviario deve compiere uno sforzo più consistente per invertire la tendenza che vede i trasporti merci e passeggeri spostarsi sempre più su strada». E il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini: «Non ci si può lamentare se l'Italia rimane ai margini per quanto riguarda il sistema ferroviario e poi bloccare le opere che stanno già partendo». E in Valle la tensione resta alta. Dopo il pacco bomba indirizzato ai carabinieri con un biglietto «Beffa alla polizia» sono comparse nuove scritte minatorie nei confronti di polizia e singoli dirigenti. «Nessun episodio è da sottovalutare dicono in questura e nessuno oggi può permettersi di abbassare la guardia».
Tav, Lunardi: protesta chi ha tempo da perdere
Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, ha attaccato i manifestanti della Valle di Susa che si oppongono alla realizzazione della linea ferrovia ad alta velocità. Lunardi ha definito i manifestanti "incendiari" e ha affermato che il progetto è stato voluto da tutti i governi dal 1980. Il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraio Scanio, ha risposto che le affermazioni di Lunardi sono "irresponsabili" e ha criticato il ministro per aver insultato sindaci e cittadini della Val di Susa. I sindaci e i comitati No Tav hanno annunciato di aver contattato i propri legali per sporgere querela per diffamazione contro Lunardi.
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