«Quando ha vinto questo governo ero molto preoccupato perché pensavo che avrebbe puntato sul revisionismo storico, sulla creazione di nuove leve di autori di destra, su una cultura di destra. Invece niente: quello che ha fatto in ambito culturale è stato il deserto assoluto». Silvio Orlando, attore di tanto cinema morettiano, non ha dubbi: «Questa destra è assolutamente impermeabile alla cultura. Anzi, pensando ai tagli al Fus - Fondo unico dello spettacolo - sembra quasi che abbia voluto mettere in atto una vendetta vera e propria contro un settore che ha sempre vissuto come ostile perché connotato politicamente. Insomma, come ultimo atto ha avvelenato i pozzi». Ma del resto i segni di cedimento del governo si leggono anche in questo settore. «Stanno perdendo i pezzi - prosegue Silvio Orlando -. Anche personaggi schierati con loro come Giorgio Albertazzi, per esempio, adesso si è sfilato. Per questa classe politica la cultura è un ente inutile, basti pensare alla legge Urbani sul cinema fatta per puntare tutto sul mercato». Quindi Silvio Orlando lancia la sua richiesta alla sinistra che verrà: «Sono molte le cose da fare nel settore - dice - ma la prima potrebbe essere "le primarie della cultura", in modo da essere tutti noi che lavoriamo in questo settore, ad indicare il nuovo ministro dei beni culturali, perché finalmente si rivaluti questo ministero altrimenti relegato sempre all'ultimo posto e primo soltanto quando si deve tagliare in finanziaria».