A poco più di 24 ore dallo scoppio del devastante incendio che ha semidistrutto il Molino Stucky, maestosa architettura neogotica sul canale della Giudecca, a Venezia, si indaga sulle cause. Un' interrogazione in tal senso è stata presentata dal ds Andrea Martella al ministro degli interni Pisanu e dei beni culturali Urbani. «Se venissero confermate le ipotesi di dolo si aprirebbero scenari inquietanti». Così il sindaco di Venezia, Paolo Costa, ha commentato l'ipotesi avanzata dal procuratore di Venezia, Vittorio Borraccetti, che ieri ha eseguito un sopralluogo sul cantiere con il pm Michele Maturi, che conduce l'inchiesta. Costa ha tenuto ad assicurare che sul fronte delle opere pubbliche e degli appalti «Venezia sta molto meglio di altre città italiane», ha detto, «l'atteggiamento aggressivo dell'amministrazione verso le imprese che compiono importanti riatrutturazioni, ha precisato riferendosi al tormentato iter per la cessione dell'appalto della Fenice, «ha fugato ogni atteggiamento ambiguo da parte delle imprese stesse». Sull'ipotesi dì pressioni mafiose sugli appalti, Costa ha tagliato corto: «A Venezia», ha riferito, «ci sono decine di cantieri aperti,-non ho mai avuto notizie del genere». Dei 198 mila metri quadri dell'intero complesso del Molino Stucky, circa 18 mila sono stati quelli interessati dalle fiamme, secondo quanta ha spiegato il direttore dei lavori di ristrutturazione, Giuseppe Boccanegra, «che ha detto che le fiamme sono partite dall'ultimo piano della torretta, che dovrà essere abbattuta perché pericolante. Il fuoco ha dìatrutto completamente l'ala est destinata a «essere trasformata in complesso alberghiero. Riguardo il provvedimento di sequestro il procuratore di Venezia ha fatto sapere che interesserà solo la parte del complesso bruciata e non il resto dove sono già pronti e finiti i novanta nuovi appartamenti. "rifaremo tutto come da progetto», ha assicurato Francesco Bellavista Caltagirone, presidente dell'Acqua Marcia, proprietaria dell'immobile e assicurata per un importo fino a 30 milioni di euro. L'evento non pregiudica in alcun modo i rapporti raggiunti con l'Hilton per la gestione dell'albergo. La consegna dei lavori, ha detto Costa, «sarà nei primi mesi del 2006, salvo qualche piccolo ritardo».