ROMA «L'ondata di violenza scatenatasi a Parigi si batte soprattutto con la cultura, la conoscenza reciproca, il valore della coesione sociale» ha esordito Piero Fassino, a conclusione del meeting, «Fatti non foste a viver come bruti», organizzato dai DS al Teatro Valle di Roma a sostegno dello spettacolo e della cultura. Se il centrosinistra vincerà le elezioni, Fassino ha promesso un drastico cambiamento di rotta nell'azione del governo, nella convinzione che l'intervento culturale non rappresenta una spesa bensì un investimento. Una società dove si sostiene la cultura diventa più civile. Ma dal convegno sono emerse anche alcune proposte concrete per recuperare gli annunciati tagli al FUS. «Esistono 500 milioni di euro» ha ricordato Vittoria Franco, responsabile culturale DS «accantonati per interventi sui collegi elettorali. Si tratta della cosiddetta legge "mancia": perché non reintegrare con queste risorse i tagli al Ministero dei Beni Culturali?». Vincenzo Vita, assessore alla cultura della Provincia, propone invece un lieve aumento del canone di concessione per le trasmissioni delle emittenti nazionali, che è il più basso d' Europa.