Il Museo del Patrimonio industriale programmato nello stabile dell'ex ebanisteria dei fratelli Piccinno, tra le vie Matteotti, Giulio De Giuseppe e Vittorio Emanuele, per il suo finanziamento abbandona la via del Por Puglia 2000-2006 (programmi operativi finanziati in gran parte dall'Unione europea) e rivolge altrove le sue ambizioni di finanziamento. Come si ricorderà, con decreto dei soprintendente regionale per i Beni e le Attività culturali di Puglia, l'immobile denominato "Ex magazzino greggi già stabilimento di ebanisteria dei F.lli Piccinno", di proprietà del Demanio dello Stato era stato dichiarato di particolare interesse e sottoposto alle norme di tutela. La giunta comunale di Maglie, intendendo realizzare un museo di Archeologia industriale, aveva chiesto all'Agenzia del Demanio la concessione dell'immobile, per l'ottenimento della quale era necessario quantificare le somme occorrenti per il recupero e il restauro dell'ex fabbrica. Nell'ottobre del 2004 l'amministrazione guidata da Antonio Fitto ha approvato il progetto preliminare per il restauro e la conservazione dell'ex fabbrica dei fratelli Picinno dell'importo complessivo di tre milioni di euro prevedendo, per la copertura della spesa prevista, appositi finanziamenti del Por Puglia e, per questa via, aveva ottenuto la concessione dell'immobile per nove anni. Nel frattempo però, la Commissione Infrastrutture e Cultura del Ministero ha deliberato il programma omonimo con l'obiettivo di sostenere i sistemi museali complessi e potenziando i collegamenti con le infrastrutture esistenti. Tra i vari interventi previsti, vi sono quelli che riguardano il territorio magliese come gli adeguamenti della Statale 275 per Leuca e della Statale 16 , che consentono la creazione di un sistema a rete dei musei nell'area circostante, favorendo e valorizzando la fruibilità dei beni culturali ed architettonici e migliorando la promozione turistica. La posizione baricentrica di Maglie e dei collegamenti diretti con quelle infrastrutture pone la città in una posizione strategica, per cui la realizzazione del Museo del Patrimonio industriale rientra perfettamente nelle opere finanziabili dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Da qui la richiesta di finanziamento dei 3milioni di euro necessari per realizzare il progetto, per ottenere il quale si è reso necessario rielaborare il vecchio progetto, adeguandolo a quanto prescritto nella delibera della Commissione ministeriale. Insieme al progetto è stata indicata la metodologia di lavoro ed il responsabile scientifico del progetto stesso, individuato nell'architetto Antonio Monte di Lecce.
Lecce. Museo industriale: si cambia indirizzo per ottenete i fondi
Il Museo del Patrimonio industriale è stato programmato nello stabile dell'ex ebanisteria dei fratelli Piccinno a Maglie. Il progetto era stato approvato dalla giunta comunale nel 2004 con un budget di 3 milioni di euro. Tuttavia, la Commissione Infrastrutture e Cultura del Ministero ha deliberato un programma diverso con obiettivi diversi. Per realizzare il Museo del Patrimonio industriale, è stato necessario rielaborare il progetto e richiedere finanziamenti aggiuntivi. Il progetto è stato adeguato alle norme del Ministero e ha indicato un responsabile scientifico, l'architetto Antonio Monte di Lecce. Il budget per il progetto è stato di 3 milioni di euro.
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