«Per fortuna è successo di notte»: Palatino, il giorno dopo il crollo di un muro cinquecentesco sotto gli Orti Farnesiani, quasi certamente a causa di infiltrazioni d'acqua. Il soprintendente Angelo Bottini, responsabile dell'area, tira un sospiro di sollievo. Ma non nasconde i timori per lo stato di conservazione della più importante area archeologica di Roma. «Le condizioni sono gravi, visto che le insidie si nascondono anche in punti che parevano in buone condizioni. Sotto quel muro chiunque avrebbe potuto sostare sentendosi al sicuro». E invece? «Invece, nonostante l'aspetto esteriore, si trattava di un muro mal costruito, al risparmio. Forse i Farnese erano tirchi». Non è solo una battuta: «Le indagini - spiega Bottini - dovranno ora svolgersi anche sulle altre realizzazioni di quel periodo. Quel muro, nel quale sono stati creati dei varchi ottocenteschi che forse ne hanno indebolito la staticità, potrebbe infatti non rappresentare un'eccezione». «Chiariamo però - aggiunge il soprintendente - che da un punto di vista storico non si tratta di una grave perdita, n muro serviva solo da copertura, da facciata, a una struttura romana che invece è rimasta perfettamente integra. E che forse i Farnese giudicavano brutta. La notizia, comunque, è che si tratta di un muro del Palatino, altrove sarebbe stato un fatto di poca rilevanza. Resta però il grave problema della pubblica incolumità». Problema non nuovo, quello della conservazione del Colle: «Pensavamo di conoscere le zone a rischio, che infatti sono chiuse al pubblico. In particolare il versante verso il Circo Massimo e l'area della Domus liberiana, praticamente mezzo colle, dove tra poco partiranno i primi lavori grazie a finanziamenti del 2004. Ma ci vorrebbe ben altro». Il Palatino, appunto, avrebbe bisogno di finanziamenti straordinari. E Bottini, come già venerdì il ministro Buttiglione (ieri, sul tema, è intervenuto anche l'assessore regionale Angelo Bonelli), indirizza il suo appello al governo: «Quel che è accaduto rappresenta un grave campanello d'allarme. Maggiori finanziamenti, ovvio, affretterebbero i tempi per una soluzione. Sì, il monitoraggio del colle è stato avviato, ma è frutto di un contratto di consulenza individuale con Giorgio Croci. Occorrono sforzi ulteriori». Nell'area del crollo di giovedì notte - ora chiusa al pubblico - sta intanto lavorando una ditta specializzata: «Grazie alla legge Merloni con procedura d'urgenza si può intervenire senza gara con il massimale previsto di 200 mila euro. Sul posto si sta procedendo alla rimozione controllata delle parti di muratura sospese e delle macerie, importante per approfondire le cause del crollo». E per il futuro Bottini annuncia: «Valorizzeremo i resti romani alle spalle del muro. Ricostruirlo non avrebbe senso».
Bottini: La situazione del Palatino è grave
Il muro del Palatino, costruito dai Farnese, è crollato il giorno prima sotto gli Orti Farnesiani a causa di infiltrazioni d'acqua. Il soprintendente Angelo Bottini, responsabile dell'area, è preoccupato per lo stato di conservazione della zona archeologica. Le condizioni sono gravi e ci sono timori per la pubblica incolumità. Bottini chiede finanziamenti straordinari per la conservazione del colle e per il monitoraggio del Palatino. Il crollo rappresenta un grave campanello d'allarme e occorrono sforzi ulteriori per risolvere il problema. Una ditta specializzata sta lavorando per rimuovere le macerie e approfondire le cause del crollo.
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