A Riva Valdobbia nell'alta Valsesia, da dove si ammira il gruppo del Monte Rosa, non è esagerato dire che oggi ci sono più ruspe che turisti. In quella die era una delle più belle conche alpine dell'Alto Piemonte, la frenesia del cemento sta dilagando. Scompaiono prati, si tagliano boschi, si mina la montagna per fame cave, si scavano gallerie per captare le acque dei torrentelli laterali. In questo scenario di natura manomessa, tra terrapieni e detriti, è comparso un pò ' di tutto: un parcheggio per roulotte e camper, una stalla-modello fatta di laterìzio grigio, piccoli e medi condomini in corso d'opera. Dulcis in fundo si stanno preparando un polo artigianale e un'edizione moderna del villaggio walser, le antiche baite in legno costruite e abitate nei secoli scorsi dalla, popolazione locale di lingua e cultura tedesca. Di fronte all'escalation delle ruspe, sotto l'impulso del collegamento funi-viario con la Val d'Aosta, versante Gressoney, è giunta, a dar coraggio agli "ambientalisti", una mossa della Sovrintendenza piemontese per ì beni architettonici e il paesaggio: sul suo tavolo c'è un piano per richiedere che il "Sistema o panorama alpino delle Alpi" sia inserito nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità tutelato dall'Unesco, e in questo piano sono comprese anche le plurisecolari case walser di Alagna (il centro terminale della valle) in quanto patrimonio culturale e ambientale nello scenario alpino. Questo piano coincide con una querelle nata attorno alla realizzazione da parie della Monterosa 2000, società controllata da capitali a prevalenza valdostani, della pista di sci di rientro che da Pìanalunga condurrà ad Alagna, Pista con innevamento artificiale attesa da tempo che finisce però per lambire troppo da vicino alcuni villaggi walser, come la frazione Piane, mettendo a rischio ambiente e l'incolumità della gente che vi abita. Nessuno contesta l'utilità della pista ma in un esposto contro il progetto attuale alcuni abitanti hanno chiesto che il tracciato venga spostato a lato di trecento metri evitando oltretutto che la pista tagli la strada di accesso al villaggio. C'è anche chi avanza il timore che l'andirivieni dei gatti delle nevi possa danneggiare alla lunga anche la stessa stabilità di costruzioni non poche delle quali risalgono al 1600. Il primo round di fronte al magistrato è finito a favore della Monterosa 2000. Ma oggi l'intervento della Sovrintendenza che, con una lettera ha chiesto al comune di Alagna e alla Monterosa 2000 «immediate notizie» sui lavori, potrebbe rimescolare le carte in gioco.