Nei giorni scorsi è stata avviata la procedura per chiedere al Ministero dei beni culturali il riconoscimento come Monumento nazionale della Chiusa di Casalecchio, del canale del Reno e di tutto il sistema bolognese delle acque. Lo hanno annunciato il Sindaco di Casalecchio Simone Gamberini, l'Assessore alla cultura del Comune di Bologna Angelo Guglielmi e il Presidente del Consorzio della Chiusa Antonio Caliceti. Bologna possiede un sistema artificiale di vie d'acqua che ha un carattere unico. Fin dalla metà del Duecento furono aperti i canali di Reno e Savena, lunghi più di 27 km, che da Ovest e da Est giungono fino al centro della città. Utilizzando le loro acque fu possibile costruire il canale Navile che consentiva a Bologna di essere stabilmente collegata, attraverso il fiume PO, con Venezia. Venne così realizzata una importante rete idraulica in una città che non è attraversata da grandi corsi d'acqua, collegando fra loro i modesti torrenti cittadini con le acque del Savena e del Reno. Grazie alla forza motrice ricavata in questo modo si è potuta sviluppare l'industria della seta, e dall'Età Comunale fino a tutto il Settecento Bologna è stata una delle più importanti città industriali d'Europa. Il primo mulino ad alto rendimento fu installato a Bologna, presso la Chiesa della Misericordia, già nel 1286. Presso la nostra Università fu istituita la prima cattedra si idraulica del mondo e si insediò unadellepiùpresti-giose scuole europee di navigazione, come testimonia ancora il Museo delle Navi. LA CHIUSA di Casalecchio come la conosciamo ora fu realizzala dal Cardinale Egidio di Albornoz nel 1385. Nel 1548 il Vìgnola completò la costruzione del porto, il cui unico edificio superstite è la Salara. La candidatura del sistema bolognese delle acque a Monumento nazionale è dunque una importante occasione per riscoprire un grande patrimonio storico e ambientale che grada-tamente si sta rivalutando, dopo l'oblio subito a partire dall'800 e cioè da quando subentrarono altre fonti energetiche e altre modalità di trasporto. Il Comune di Casalecchio di Reno ha saputo rinnovare la sua identità intorno al Lido, alla Chiusa e alle sponde del fiume restituite alla piena fruizione dei cittadini. Il Comune di Bologna può vedere ora i risultati degli interventi effettuati nel tempo lungo il Navile, che hanno reso l'acqua pulita e le sponde percorribili. Ma il nostro sguardo deve comprendere tutto il bacino del fiume per il quale la Provincia, i Comuni ed altre organizzazioni hanno dato vita all'associazione La via del Reno, con lo scopo di coordinare le diverse azioni in un grande progetto unitario e condiviso. Vi sono tante associazioni di volontariato sportivo, ambientale, culturale e naturalistico che possono contribuire ad un Piano di lungo periodo per restituire ai cittadini l'intero sistema delle acque bolognesi. Il Reno può tornare ad essere la principale arteria ambientale della nostra provincia. Può mettere in comunicazione i parchi di montagna con le aree verdi di città e le aree agricole di pianura. Può costituire una grande risorsa naturale da vaio -rizzare per il tempo libero, il turismo e lo sport, come avviene per tanti altri fiumi europei.
La Chiusa e la nostra autostrada ambientale
Il Comune di Casalecchio di Reno ha annunciato l'avvio della procedura per chiedere al Ministero dei beni culturali il riconoscimento come Monumento nazionale della Chiusa di Casalecchio, del canale del Reno e di tutto il sistema bolognese delle acque. Il sistema bolognese delle acque è un sistema artificiale di vie d'acqua unico che ha un carattere storico e ambientale. La Chiusa di Casalecchio fu realizzata nel 1385 dal Cardinale Egidio di Albornoz. Il canale del Reno e il canale Savena sono lunghi più di 27 km e consentirono la costruzione del canale Navile, che collegava Bologna con Venezia.
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