Nola. Chiude per lavori il museo storico archeologico. Dopo il restauro dei piani superiori, che accoglieranno i reperti che raccontano la storia di Nola e del suo hinterland fino al 1700, la soprintendenza archeologica di Napoli e provincia ha messo mano alla risistemazione del piano terra che sarà dedicato alla preistoria ed alla protostoria. Una vetrina insomma sugli importanti ritrovamenti degli ultimi anni. Pezzo importante della collezione, la capanna del villaggio dell'età del bronzo che sorge in località Croce di papa a Nola. L'abitazione degli uomini primitivi sarà ricostruita in scala reale. Nella capanna, che sarà realizzata in legno e paglia saranno sistemati tutti gli oggetti rinvenuti durante lo scavo effettuato quattro anni fa. Fino alla prossima primavera il museo storico ed archeologico sarà dunque off-limits ai visitatori. «È un piccolo sacrificio che chiediamo - ha spiegato l'archeologo, Giuseppe Vecchio - ai tanti visitatori della vetrina nolana. L'attesa sarà però ripagata da una struttura completa e soprattutto ricca di preziose testimonianze». Non saranno da meno gli altri tesori custoditi nell'ex convento delle suore Canossiane. Di particolare pregio la tela che farà da «tetto» al museo, un'opera del settecento che misura 50 metri quadrati ed attribuita al pittore Domenico Antonio Vaccaro. Tesori di tutte le epoche dunque in mostra: dall'età preistorica e quella romana. E dal medioevo fino al 700. Ad impreziosire la vetrina ci sarà anche una collezione privata di 3000 maioliche rappresentative di un'altra peculiarità artistica campana. «Riggiole» alle quali potrebbero essere aggiunte anche quelle provenienti da edifici storici della zona, in particolare da Palma Campania. E mentre nel museo dell'hinterland i lavori proseguono a passo spedito non va meglio per gli altri siti cittadini dove i progetti sono fermi al palo a causa della mancanza di risorse. Il milione di euro impiegato per la ristrutturazione degli altri piani del museo costituiscono infatti solo una parte della somma necessaria a completare il polo di attrazione culturale dell'area nolana. Servono soldi per il restauro delle opere e per riportare definitivamente alla luce i siti archeologici. A cominciare dall'Anfiteatro Laterizio i cui interventi di scavo sono fermi ormai da troppo tempo. E non va meglio per gli altri monumenti della storia, come la villa romana di via Saccaccio, i mausolei funerari di via Polveriera e, non ultimo il Villaggio dell'età del Bronzo. Uno spiraglio, con lo stanziamento di fondi aggiuntivi per i Pit-itinerari culturali da parte della Regione sembra essersi aperto, ma restano ancora molti problemi. A cominciare dalla mancata acquisizione dell'area dove sorgono le capanne della preistoria.