Molte sono le voci a sostegno dell'ipotesi che, a più riprese, tra vialeTrieste e lo stagno siano stati trovati resti della Santa Igia medievale: parti di palazzi, forse persino della cattedrale e della sede del potere giudicale, testimonianze della storia subito coperte per far sorgere nuovi edifici. Voci, finora, o poco più. Più solide, perché appurate da relazioni e fotografie, sono le notizie di scoperte archeologiche al di sotto di costruzioni in corso in questi mesi. Ben tre siti, due romani e uno medievale, al di sotto della Scala di Ferro, che l'impresa Mambrini sta trasformando in uffici per la Prefettura che lascerà pialla Palazzo, Un acquedotto romano è stato invece portato - provvisoriamente - alla luce nel cantiere delle residenze private nell'area dell'ex Cinegiardino, di fronte al Massimo, angolo tra viale Trento e via De Magistris. C'è poco da sorprendersi. Priva di zone d'espansione, Cagliari vede autorizzato dal Comune il riempimento di ogni spazio libero nel centro, persino sulle rovine del passato, persino nei luoghi dove i cittadini si incontravano per applaudire il belcanto di Giuseppe Di Stefano e di altri grandi tenori. Salvatasi dagli errori del passato commessi da Sassari, che per favorire l'interesse privato ha nei secoli devastato il castello, le mura e il centro storico, la nuova classe dirigente di via Roma pare voler recuperare il tempo perduto: via libera alla costruzione a strati, con piccole - e per ora di là da venire - salvaguardie per il tesoro storico che affiora negli scavi destinati ad accogliere il cemento. Nel caso della Scala di ferro, le relazioni della ditta Mambrini riportano la notizia che «i lavori di scavo, finalizzati principalmente alla realizzazione dei parcheggi hanno riportato alla luce reperti di particolare valoredal punto di vista storico ed archeologico. In particolare sono stati individuati tre contesti funerari dei periodi romano-repubblicano, romano-imperiale e alto-medioevale con sarcofagi e cippi, murature e corredi funebri». Reperti preziosi, spiegano i progettisti della Mabrini di Roma, considerato che «la competente Soprintendenza archeologica ritiene che il rinvenimento del lembo di necropoli costituisca un evento di primaria importanza posto che costituisce un unicum nel suo genere paragonabile solo a quello esistente a Barcellona», secondo quanto si legge nelle relazioni del costruttore proprietario dell'ex albergo che passerà alla Prefettura. La scoperta delle vestigia di Karalis avviene alla fine del 2000. Correttamente, la Mabrini avverte la Soprintendenza archeologica che avvia una campagnadiscavicheduradue anni,trail2001 e il 2002. Il sito si rivela, secondo gli esperti, di grande valore e l'impresa e il Comune si siedono al tavolo per rivedere gli accordi: lo spazio museale previsto nel primo Piano integrato che avvia il progetto è di circa 600 metri quadri e, in seguito ai ritrovamenti, viene esteso del 50 per cento, superando leggermente i 900 metri quadri. Le testimonianze romane e medievali saranno - secondo l'intesa - conservate in uno dei piani del parcheggio sotterraneo che dovrà servire gli uffici della Prefettura. Non è la prima volta che una scelta del genere viene effettuata. Alle spalle del Consiglio regionale, in via Sardegna, ci sono i posti auto riservati agli onorevoli: tra una Bmw cromata e una Lancia con i vetri oscurati sono visibili parti di mura di edifici romani.