«Ormai è chiaro che tutta l'area del Palatino è a rischio». Dopo il crollo di uno dei muri di contenimento degli Orti Famesiani. il sovrintendente Angelo Bottini lancia l'"allarme rosso". «Stiamo parlando dice di uno dei luoghi simbolo della civiltà romana e occidentale. Questo cedimento ci convince ancora di più che l'intera area è in pericolo e che servono interventi massicci». Il muraglione venuto giù ieri notte, non lontano dall'Arco di Tito e dal Colosseo, è sovrastato da una terrazza di solito frequentata dai turisti. Il cedimento ha richiamato ai Fori anche il ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione, «È urgente - ha detto - un monitoraggio complessivo dell'area. Il Governo e il Parlamento devondo stan-zaire più fondi. Musei e libri vengono, nel campo della cultura, prima di ogni altra cosa». Non un punto specifico. Non un settore più di un altro. Non soltanto i fabbricati d'epoca romana, ma anche quelli successivi. Il Monte Palatino, il colle su cui nacque Roma, uno dei simboli della civiltà occidentale, «ormai è interamente a rischio». Il crollo di un muraglione di circa quindici metri, scoperto ieri mattina vicino all'Arco di Tito, è l'ennesima conferma che gli allarmi di anni e anni erano tutt'altro che infondati. «A questo punto ammette Angelo Bottini, il sovrintendente ai Beni Archeologici della Capitale abbiamo motivo di ritenere che l'intera area sia in grave pericolo». Il cedimento è avvenuto, in un'area di solito piena di turisti, nella notte tra giovedì e ieri. Quello che si è letteralmente sfarinato è un tratto del muro di contenimento che sostiene dal basso la sommità dei cosiddetti Orti Farnesiani. L'opera fu realizzata, nel corso del Cinquecento, dagli operai e dagli architetti della famiglia Farnese che fecero costruire alcune delle loro dimore sul Palatino per rivivere in qualche modo l'epopea dei Re di Roma. Due anni e mezzo fa, nel maggio del 2003, un altro grave cedimento si verificò lungo la parte opposta del Monte, lungo via di San Teodoro, dalla parte del Velabro. «Guai ha ammonito Bottini se l'incidente fosse avvenuto durante l'orario delle visite». Il crollo ha richiamato ieri pomeriggio al Palatino anche il ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione. «Non mi si dica ha dichiarato il ministro che dobbiamo tutelare questi beni solo perché sono visitati dai turisti e producono reddito. Dobbiamo farlo perché essi rappresentano la nostra anima. L'impegno resta quello di chiedere al Governo e al Parlamento tutti i fondi necessari per tutelare il nostro patrimonio. Non vorrei che i politici pensassero che basta dare qualche soldo al cinema e allo spettacolo... I libri, i musei e i monumenti, nella mia gerarchia, vengono prima. Purtroppo libri e musei non fanno le manifestazioni come gli attori...». Al Palatino erano già in corso lavori di restauro e di consolidamento. Lo Stato ha stanziato, un paio d'anni fa, circa sei milioni euro, ricavati per lo più dal Gioco del Lotto. «Ma con quei fondi spiega il sovrintendente Bottini - siamo arrivati ad occuparci di un'area immediatamente limitrofa a quella interessata dal crollo. Bisogna fare di più. Qui stiamo parlando di una zona simbolo come lo è l'Acropoli di Atene. Stiamo parlando del punto d'origine della Civiltà Romana e quindi, in qualche modo, anche di quella Occidentale». Uno dei primi a precipitarsi sul posto è stato il professor Giorgio Croci, dell'università "La Sapienza", uno strutturista incaricato già da tempo di verificare la stabilità complessiva del Palatino. «A questo punto dice il sovrintendente Bottini è necessario un monitoraggio, metro a metro, di tutto il colle». Un'esigenza sulla quale si è detto d'accordo anche Buttiglione. «È una necessità difficile, complicata e costosa ha detto il ministro - ma assolutamente necessaria per assicurare la tutela di un patrimonio così esteso». Era il Colle di Romolo e Remo. Le future generazioni potrebbero vederlo ridotto a un cumulo di rovine.