Un grande muro di appoggio alto circa cinque metri e lungo dieci, crollato poco prima dell'alba di ieri proprio nel cuore del Palatino, uno dei siti archeologici più preziosi della capitale e visitato ogni anno da oltre tre milioni e mezzo di turisti. Immediato l'intervento della soprintendenza archeologica di Roma che ha chiuso la zona al pubblico e che già il mese scorso preoccupata della salute del colle che sovrasta i fori romani aveva affidato un incarico per il monitoraggio delle aree più a rischio. Nel tardo pomeriggio di ieri anche il ministro per i Beni e le attività culturali, Rocco Buttiglione, ha effettuato un sopralluogo per rendersi conto della situazione: «Il crollo dimostra quanto sia difficile assicurare manutenzione a un simile patrimonio archeologico e culturale ha dichiarato Ed è un fatto inquietante se si pensa che è capitato proprio mentre in Parlamento si discute sui tagli finanziari alla cultura». Dal punto di vista storico-artistico, comunque, il crollo dell'altra notte non è troppo preoccupante: non c'è stato nessun danno alle strutture di epoca romana. A venire giù, infatti, è stato un muro, composto da due arcate, nell'area del Palatino sovrastante l'arco di Tito, sotto le famose voliere, proprio nel cuore degli Orti Farnesiani. E la costruzione, che serviva solo come appoggio, risalirebbe proprio all'epoca dei Farnese e dei lavori che intorno al Cinquecento si fecero per sistemare la zona. Preoccupa, però, che il crollo sia avvenuto in un'area solitamente aperta al pubblico: se fosse successo durante il giorno poteva essere una tragedia. In più il cedimento di questo muro «rappresenta un campanello d'allarme ha spiegato Angelo Bottini, soprintendente archeologico di Roma Anche aree che sembrano sicure potrebbero invece aver bisogno di interventi seri. Per questo è urgente un monitoraggio accurato di tutto il Palatino». Proprio per questo, Bottini già un mese fa nonostante l'assenza dei fondi già richiesti e mai ottenuti dal suo predecessore Adriano La Regina ha affidato all'ingegnere Giorgio Croci l'incarico di portare avanti uno studio per individuare le criticità dell'area archeologica. «La zona del Palatino è a rischio anche per la presenza di numerose infiltrazioni dovute agli antichi sistemi di canalizzazione dell'acqua di epoca romana ha spiegato Croci per questo è necessario un monitoraggio completo per prevenire altri danni». Quanto al crollo di ieri che è stato scoperto poco prima delle sei del mattino, durante il solito giro di perlustrazione le cause sono ancora da definire, ma sembrerebbe dovuto all'età di quel grande muro e a una debolezza strutturale con cui fin dall'inizio fu costruito. Già nella tarda mattinata di ieri sono iniziati i lavori per la messa in sicurezza della zona che per ora resterà chiusa al pubblico. Mentre il ministro Buttiglione ha assicurato di aver «chiesto a Governo e Parlamento di appoggiare i lavori necessari a tutelare il patrimonio artistico culturale, che in ordine di importanza va posto prima del cinema e dello spettacolo, e perdendo il quale svanirebbe anche la nostra stessa anima».