Un muro che crolla al Palatino, nel cuore archeologico di Roma, cinquanta passi dal Colosseo, riapre con forza il discorso sulla tutela dei Beni culturali e sulle risorse necessarie, proprio mentre il Parlamento discute dei tagli alla cultura previsti dalla Finanziaria. Il crollo è avvenuto ieri notte; l'allarme è stato dato dal sovrintendente Angelo Bottini. Il ministro competente Rocco Buttiglione è corso di persona per rendersi conto dell'accaduto. Si tratta del crollo di un muro di contenimento lungo una decina di metri, in quelle che vengono chiamate le Voliere degli Orti farnesiani, che si trovano a pochi passi dall'Arco di Tito, sulle pendici nord orientali del Palatino. Il muro non è di epoca romana, ma costruito parte nel Cinquecento, parte nei secoli successivi. Serve a contenere un muro romano e si trova in una zona frequentatissima dai turisti: guai, ha fatto notare il sovrintendente, se il crollo fosse avvenuto in orario di visite. Il danno fa capire quanto sia necessario un monitoraggio continuo ed esteso in tutta l'area archeologica: «una necessità - osserva il ministro - difficile, complicata e costosa, ma assolutamente necessaria per assicurare la tutela di un patrimonio così esteso come quello dei Beni culturali italiani». «E non mi si dica - aggiunge Buttiglione - che dobbiamo tutelare i nostri beni perché sono visitati dai turisti e dunque rappresentano un reddito! Non è solo per questo: è che essi rappresentano un pezzo della nostra anima, che svanisce se non sappiamo entrare in contatto con i resti del nostro passato». Il ministro precisa inoltre la sua scala di priorità: «non vorrei che i politici italiani pensassero che basta dare qualche soldo al cinema e allo spettacolo per risolvere il problema. Nella mia personale gerarchia vengono prima i libri, poi i musei, quindi la prosa e la lirica; infine il cinema. Purtroppo, però libri e musei non fanno cortei e manifestazioni come gli attori...». L'impegno, che Buttiglione ribadisce dopo il sopralluogo al Palatino, è quello di «chiedere al Governo e al Parlamento i fondi necessari per tutelare il nostro straordinari patrimonio». Sul piano tecnico il sovrintendente Bottini ha spiegato che il crollo dell'altra notte è un utile segnale d'allarme: fa capire che occorre monitorare tutte le strutture del Palatino, anche quelle più recenti e neppure solo quelle aperte al pubblico. «Non faremo scavi nuovi invece - ha aggiunto - se non nella prospettiva di conservare meglio le strutture e di metterle in sicurezza per aprirle al pubblico. Ritengo, infatti, che la "politica dei due tempi", ovvero prima scavare, poi dopo molto tempo eventualmente aprire al pubblico, sia sbagliata. Bisogna fare le due cose insieme: scavare e rendere visibile al pubblico, così il passato torna a parlarci». Quanto alla priorità che Bottini, divenuto sovrintendente a Roma lo scorso gennaio, si trova davanti più drammaticamente è quella di «rimettere a posto la macchina, ovvero l'amministrazione in tutti gli aspetti. È impossibile svolgere l'azione di tutela necessaria, se mancano i tecnici e non si assicura il turn over del personale».
Crolla un muraglione Allarme al Palatino
Ieri notte è crollato un muro di contenimento lungo una decina di metri, in una zona frequentatissima dai turisti, sul Palatino a Roma. Il muro, costruito nel Cinquecento e successivamente, serviva a contenere un muro romano. Il ministro Rocco Buttiglione ha corso di persona sul posto per valutare il danno. Ha sottolineato l'importanza di un monitoraggio continuo e esteso in tutta l'area archeologica per assicurare la tutela dei Beni culturali italiani. Buttiglione ha anche ribadito la necessità di chiedere fondi al Governo e al Parlamento per tutelare il patrimonio culturale.
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