La Regione dovrebbe mirare alla semplificazione delle procedure e non all'ulteriore complicazione e sovrapposizione di competenze" Il Consiglio dell'ordine degli architetti di Ancona replica all'assessore Carrabs ANCONA - Urbanistica e territorio, il dibattito corre e la polemica segue a ruota. Dopo l'intervento del presidente dell'Inu, Sauro Moglie, e quello dell'assessore regionale Gianluca Carrabs a prendere la parola è il Consiglio dell'ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Ancona. Che prima di dire la loro, scandiscono i tempi e ricordano: "La proposta della nuova legge urbanistica regionale doveva essere varata nella scorsa legislatura, poi è stata rinviata e ora dovrebbe essere varata in tempi ragionevolmente brevi". E visto che il tempo è prezioso consigliano di sfruttarlo al meglio: "Riteniamo - scrivono - che non si debba perdere l'occasione per migliorare il testo della legge che, pur valido e condivisibile nei principi generali, deve maggiormente definire le procedure e soprattutto le competenze dei vari Enti che intervengono a qualsiasi titolo nella procedura urbanistica". Fin qui scorre tutto liscio, ma è sulle posizioni di Carrabs che i conti non tornano. Almeno per gli Architetti. "L'assessore - spiegano - illustra uno sconosciuto progetto di legge che dovrebbe portare alla gestione del territorio e raccordare l'impegno di Comuni, Province e Regioni nonché i tre assessorati: lavori pubblici, difesa del territorio e ambiente". Troppa carne al fuoco per gli esperti che richiamano all'ordine Carrabs: "Vorremmo rendere noto all'assessore che la Regione nella sua funzione legislativa, inerente la materia urbanistica e la programmazione del territorio in generale, dovrebbe mirare alla semplificazione delle procedure e non all'ulteriore complicazione e sovrapposizione di competenze". Quantificare le preoccupazioni è il passo successivo: "Già attualmente per l'approvazione di un semplice Piano attuativo (piano di lottizzazione, piano particolareggiato, piano di recupero, piano per gli insediamenti produttivi, ndr) occorrono almeno 1218 mesi, mentre se parliamo di varianti di Piani regolatori generali i tempi possono raggiungere 2436 mesi. E in tutti i procedimenti già intervengono oltre al Comune, Provincia e Regione, ma anche Soprintendenza dei Beni Ambientali e Architettonici delle Marche, Soprintendenza Archeologica, Autorità di Bacino della Regione Marche, Enti di erogazione dei servizi eventuali Enti Parco, Comunità Montane, Consorzi di Bonifica, ecc". Un vero affollamento. E allora largo alla semplificazione: "Ci sembra ovvio - fanno notare - che non occorrano sicuramente nuove procedure e altre competenze che porterebbero inevitabilmente ad altri passaggi e, di conseguenza, a ulteriori dilatazioni dei tempi di conclusione delle procedure". E alla fine la ricetta: "Quello che invece ci sembra non opportuno, ma indispensabile è la definizione di un codice unico che possa raggruppare tutte le norme inerenti la programmazione e la gestione del territorio, in modo da dare certezze agli operatori del settore". Una nota a margine: "Vorremmo segnalare all'assessore Carrabs e alla Giunta che sia l'Ordine degli Architetti di Ancona che la Federazione Regionale hanno richiesto da tempo, da maggio per l'esattezza, un incontro con il presidente della Giunta a cui a oggi non è pervenuto alcun riscontro". Il solito problema di incomunicabilità. REDAZIONALE
ANCONA Territorio e urbanistica, che confusione
Il Consiglio dell'ordine degli architetti di Ancona ha espresso preoccupazioni riguardo alla proposta di legge urbanistica regionale presentata dall'assessore Carrabs. I professionisti del settore ritengono che la legge dovrebbe semplificare le procedure e non aumentare la sovrapposizione di competenze. Hanno anche richiesto la definizione di un codice unico per la programmazione e la gestione del territorio. I tempi di conclusione delle procedure urbanistiche sono considerati troppo lunghi e i professionisti chiedono di ridurli. Il Consiglio ha anche richiesto un incontro con il presidente della Giunta per discutere della proposta di legge.
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