ROMA II ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha cancellato 6 miliardi di euro di dismissioni immobiliari dal deficit "tendenziale" 2006 e il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli non ha firmato l'ok alla cartolarizzazione Scip3 e al fondo PatrimonioUno, due operazioni programmate per ridurre il deficitPiL nel 2005 per almeno 2 miliardi di euro. Eppure, nonostante questi colpi di freno avvenuti a distanza ravvicinata, l'avanzata delle cessioni di immobili dello Stato non si arresterà: ai 2 miliardi di euro realizzati quest'anno se ne aggiungeranno, come già programmati, 4 miliardi l'anno prossimo di cui 1 per correggere il deficit e 3 per alimentare il Fondo per Lisbona. E non è tutto. Gli incassi "extra" provenienti dalla vendita di immobili pubblici entrata una tantum sgradita a Bruxelles sul deficitPil italiano dal 2006 verranno usati a partire dall'anno prossimo, secondo l'indirizzo tremontiano, per finanziare investimenti straordinari. A livello di amministrazione centrale e locale. Non più per abbattere il debitoPil come progettato dall'exministro Domenico Siniscalco. La battuta d'arresto di quest'anno le cessioni di immobili sono crollate da 7 a 2 miliardi non è dovuta infatti a un cambiamento di rotta ma piuttosto a un approccio più prudenziale voluto da Vittorio Grilli. Scip3 e PatrimonioUno saranno fatte «quanto prima» ma «solo quando saranno pronte», avrebbe detto Grilli motivando il suo altolà: cartolarizzazioni e fondi immobiliari possono e devono decollare, ma solo quando il successo sul mercato è garantito, quando tutti i problemi sono stati risolti, quando la fattibilità è stata accertata, è l'impostazione voluta da Grilli. I ritardi accumulati da Scip3 e PatrimonioUno, però, sarebbero di natura immobiliare e non tecnico-finanziaria. Cartolarizzazioni e fondi immobiliari sono ancora considerati gli strumenti principi per le dismissioni immobiliari: il primo per le unità residenziali (i ritardi di Scip2 sono stati provocati dalla dimensione extra-large e dalla modifica di legge sugli sconti agli inquilini in corso d'opera), il secondo per le unità commerciali e le vendite in blocco di edifici. Quel che non può mancare sono gli immobili da alienare. La Difesa, o per la precisione, l'Aeronautica è stata molto avara nell'alimentare il portafoglio delle unità residenziali cartolarizzabili per Scip3. Il numero degli immobili richiesto è stato raggiunto, dopo mesi di estenuanti trattative, ma all'interno della lista finale sono state inserite proprietà che non dovevano esserci, vuote o fatiscenti o in aree geografiche pessime ai fini della cessione: una "pillola avvelenata" per le securitization che devono rispettare una tabella di marcia temporale di vendite imposta dalle agenzie di rating. Anche le difficoltà di PatrimonioUno. stando a fonti bene informate, sono sopravvenute a prescindere dallo strumento del fondo immobiliare. Prima la mancanza di feeling tra Siniscalco e Massimo Ponzellini, amministratore delegato di Patrimonio dello Stato spa. Poi i ritardi nell'individuazione degli immobili a uso governativo per inserire una tranche di vendita con riaffitto. Infine le incertezze sulle modalità di collocamento delle quote: ai soli istituzionali o anche ai privati? Il carnet delle dismissioni immobiliari dello Stato messo a punto da questo Governo resta ricco. Per i prossimi anni, 2006 compreso, l'alienazione e la valorizzazione degli immobili pubblici è destinata a rimanere un cavallo di battaglia di qualsiasi Esecutivo costretto a fronteggiare una crescita economica sotto il 2 per cento. Dopo la vendita di 240 caserme realizzata quest'anno, per 1,2 miliardi di euro, ne è già stata messa in cantiere una seconda per il prossimo anno da 1-1,5 miliardi di euro. La ricerca delle caserme alienabili è in corso. Scip3 è programmata per la prossima primavera: 4.500 unità residenziali della Difesa su un totale di 18.000. Anche PatrimonioUno, se non dovesse ottenere l'ok di Grilli entro fine 2005, slitterà al 2006. Non è escluso che gli immobili a uso governativo, ceduti e riaffittati per la locazione di uffici, non facciano partire prima o poi un Fip2: il mercato non attende altro. Sul fronte delle securitization, non è escluso un progetto sulle case popolari ex-Iacp: l'incasso non andrebbe a riduzione del deficitPii ma, come nelle intenzioni del sottosegretario al Tesoro Maria Teresa Armosino, finanzierebbe la costruzione di nuove case popolari. La vendita delle reti stradali Anas non si potrà realizzare tramite Ispa (Infrastrutture spa) ma potrebbero essere vendute concessioni ai privati. Sono allo studio infine forme di incentivo per velocizzare le dismissioni immobiliari degli enti locali, al fine di finanziare nuovi investimenti nelle infrastrutture.
Sugli immobili il Governo ritenta - Restano operazioni per 6 mld - Piatto forte ancora la Difesa
Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha cancellato 6 miliardi di euro di dismissioni immobiliari dal deficit "tendenziale" 2006. Il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli non ha firmato l'ok alla cartolarizzazione Scip3 e al fondo PatrimonioUno, due operazioni programmate per ridurre il deficitPiL nel 2005 per almeno 2 miliardi di euro. Nonostante questi colpi di freno, l'avanzata delle cessioni di immobili dello Stato non si arresterà. Gli incassi "extra" provenienti dalla vendita di immobili pubblici verranno usati a partire dall'anno prossimo per finanziare investimenti straordinari.
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