«Non ci sono venti favorevoli per il marinaio che non sa dove andare». È con una frase di Seneca, che Ermete Realacci, presidente di Legambiente e deputato della Margherita, apre il suo intervento per illustrare, ieri a Roma, il libro «Soft Economy», scritto a, quattro mani con l'inviato di Repubblica Antonio Cianciullo. «Attraverso 25 storie diverse -continua Realacci - ho voluto rappresentare alcuni esempì di persone che mettendo a frutto il loro ingegno e scommettendo sull'innovazione hanno saputo realizzarsi in campo economico». Secondo Realacci, «bisogna mettere in evidenza, ciò che l'Italia, ha di più positivo. Mi riferisco alla, qualità, dei nostri prodotti, al nostro stile di volta, e alle bellezze del nostro Paese invidiate da tutto il mondo. La Soft economy è proprio questo, risorse che dobbiamo valorizzare rispetto a, ciò che in America viene definito high power fatto di armi e muscoli». Il libro, alla cui presentazione e 'erano anche il segretario dei Ds Piero Fassino, il presidente della Margherita, Francesco Rutelli, e l'imprenditore Carlo De Benedetti, cerca, di fornire anche una risposta politica alla domanda su come rilanciare lo sviluppo. «Ho invitato Fassino eRutellì per cercare di ragionare con loro sul futuro italiano - osserva il deputato della Margherita -. Spero che, dopo anni in cui le scommesse contavano di più della qualità, il centrosinistra riesca, a, rispondere a, questa, esigenza del Paese». «Faccio una proposta provocatoria - dice Fassino - un nuovo ministero chiamato ministero della. Civiltà, in cui si coordinino il turismo, le politiche ambientali ed i beni culturali. Questo sìa, una cabina di regia per ridare slancio al nostro paese». «Ha, senso -prosegue il segretario dei ds-cheil nostro paese sia l'unico a, non avere un ministero per il turismo? Il turismo non può essere trattato come un 'entità, a, se ed essere scisso da altre dimensioni ecco perché ho fatto la provocazione di parlare della, creazione dì un nuovo ministero». «Per il nostro paese - contìnua, Fassino - serve una politica che non lasci da, sole le imprese. Il problema che ha il nostro paese e che rischia, di diventare un vero tallone d'Achille è dato dal fatto che il 95 delle nostre aziende ha, meno di 30 dipendenti. Questo si traduce in una produzione limitata, e come in una, capacità, di sviluppo internazionale molto difficile. Le nostre aziende - aggiunge - hanno bisogno di essere accompagnate da, un sistema politico che garantisca, maggiori investimenti nella ricerca, nelle innovazioni e nell'accesso a, nuovi mercati». Fassino sottolinea che il libro di Realacci è una, sintesi perfetta, dì ciò che significa: «Innovazione e capacità, di vìvere bene». Un concetto citato anche da Carlo De Benedetti secondo il quale la, «nostra migliore arma di competizione è il nostro sistema di vita. Un 'arma, che non è copiabile». Per Rutelli la, soft-economy, ovvero la possibilità, dì far girare lo sviluppo italiano attraverso le tradizioni è «una proposta per il partito democratico», vero punto di arrivo per il sistema politico che fa riferimento al centro sinistra. «Una proposta,per il Partito Democratico? Trasformare l'orgoglio italiano in possibilità, di sviluppo, trasformare la, cultura, la nostra storia, la qualità del nostro territorio in ricchezza, lavoro, orgoglio».