Accertamenti su una telefonata che anticipava il vincitore dell'asta MONZA E' nato indagato l'appalto per il ponte sullo Stretto di Messina. La Procura di Monza ha aperto da più di un anno un'indagine per turbativa d'asta e corruzione. La nuova istruttoria è una costola dell'inchiesta sui bilanci di Impregilo e nasce da un'intercettazione dell'estate 2004. L'allora presidente Paolo Savona si sente preannunciare dall'economista Carlo Pelanda che sarà Impregilo a vincere la gara, aggiudicata solo il 12 ottobre scorso. Pelanda precisa di averlo saputo da Marcello Dell'Utri, il senatore siciliano di Forza Italia già braccio destro di Berlusconi in Publitalia. Il contenuto dell'intercettazione, rivelato ieri dai cronisti di Repubblica, è stato confermato dagli inquirenti di Monza. Ora il procuratore Antonio Pizzi e il sostituto Walter Mapelli devono chiudere le verifiche e stabilire se l'anticipazione del vincitore fosse legata a manovre per truccare l'appalto. Gli inquirenti di Monza non chiariscono quali elementi li abbiano spinti a indagare anche per corruzione, ma precisano che questa ipotesi è «molto più debole della prima». Anzi, agli atti c'è anche un'intercettazione favorevole alla difesa: lo stesso presidente Savona dice a un manager di Impregilo che bisogna rifiutare una presunta proposta della ditta francese Vinci di pagare tangenti per ottenere un appalto all'estero. La corruzione, spiega Savona in quella telefonata, è contraria ai metodi di Impregilo. Secondo l'agenzia Ansa, anche il fascicolo per turbativa d'asta sarebbe ancora «contro ignoti», cioè senza indagati. La procedura d'appalto era già al centro di un'inchiesta della Procura di Roma che vede indagati per falso e abuso tre commis-sari ministeriali che hanno approvato la valutazione d'impatto ambientale. Ieri i pm Ormanni e Iasillo hanno chiesto di acquisire l'intercettazione di Monza. E hanno interrogato come testimone Piero Ciucci, l'amministratore della società Ponte sullo Stretto, che avrebbe difeso la gara. Un appalto da 3,88 miliardi di euro vinto dal gruppo capeggiato da Impregilo con un ribasso record di 550 milioni (12,55) rispetto all'offerta dell'unica cordata concorrente guidata dall'impresa italiana Astaldi. Pelanda ieri ha risposto così all'intercettazione: «Sono a Londra e non ne so assolutamente nulla. Mi sembra piuttosto ridicolo: una bufala, sicuramente». Per Guglielmo Epifani, segretario della Cgil, la telefonata invece è «un po' inquietante»: «Non ho elementi, ma credo che si debba indagare». Nessun commento da Savona, che è indagato a Monza con Piergiorgio Romiti per presunti falsi in bilancio (come la mancata svalutazione dei crediti verso l'Iraq) precedenti alla cessione di Impregilo, ora controllata da Autostrade, Techint e Gavio. Silenzio, almeno in pubblico, anche da Dell'Utri, che deve affrontare guai giudiziari ben più pesanti: il processo d'appello dopo la condanna in primo grado a 9 anni per associazione mafiosa. Sul fronte politico, la senatrice dei verdi Anna Donati torna ad attaccare «la gara tutta domestica» e chiede di «non affidare alcun contratto fino alla fine delle indagini». E secondo l'Espresso anche la Consob ha aperto un'indagine per presunti insider trading sui titoli Impregilo.
Ponte sullo Stretto, inchiesta sull'appalto
La Procura di Monza ha aperto un'indagine per turbativa d'asta e corruzione in relazione all'appalto per il ponte sullo Stretto di Messina. L'indagine è nata da un'intercettazione dell'estate 2004 in cui l'economista Carlo Pelanda avrebbe anticipato al senatore Marcello Dell'Utri che Impregilo sarebbe stata la vincitrice dell'appalto. Dell'Utri, braccio destro di Berlusconi, avrebbe ricevuto l'informazione da Pelanda. Gli inquirenti stanno verificando se l'anticipazione del vincitore fosse legata a manovre per truccare l'appalto.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo