Per Niguarda è conto alla rovescia: l'8 maggio i tecnici del ministero dei Beni culturali decideranno se sia possibile abbattere il vecchio ospedale per fare posto a una nuova maxi struttura sanitaria da costruire ex novo. La sovrintendente Carla Di Francesco ha infatti rinviato a Roma la decisione sulle possìbili demolizioni. Per molti milanesi l'arrivo delle ruspe potrebbe rappresentare quasi un sacrilegio. L'ospedale è stato indicato dal Fondo per l'Ambiente italiano (Fai) come uno dei «luoghi del cuore» più segnalato dai propri iscritti. Mentre nel progetto della Regione, degli attuali edifici resterebbe ben poco: la facciata che chiude la prospettiva di via Ca' Oranda, la chiesa interna, i due padiglioni inaugurati negli ultimissimi anni: e cioè, il nuovo pronto soccorso e l'unità spinale. Venerdì scorso il presidente Formigoni ha fatto pressing sul ministro Urbani per il via libera alla demolizione.
Niguarda è superato, meglio demolirlo
Per Niguarda è conto alla rovescia: l'8 maggio i tecnici del ministero dei Beni culturali decideranno se sia possibile abbattere il vecchio ospedale per fare posto a una nuova maxi struttura sanitaria da costruire ex novo. La sovrintendente Carla Di Francesco ha infatti rinviato a Roma la decisione sulle possìbili demolizioni. Per molti milanesi l'arrivo delle ruspe potrebbe rappresentare quasi un sacrilegio. L'ospedale è stato indicato dal Fondo per l'Ambiente italiano (Fai) come uno dei luoghi del cuore più segnalato dai propri iscritti. Mentre nel progetto della Regione, degli attuali edifici resterebbe ben poco: la facciata che chiude la prospettiva di via Ca' Oranda, la chiesa interna, i due padiglioni inaugurati negli ultimissimi anni: e cioè, il nuovo pronto soccorso e l'unità spinale. Venerdì scorso il presidente Formigoni ha fatto pressing sul ministro Urbani per il via libera alla demolizione.
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