Crollato il tetto del Tiro a segno Degrado di anni; adiacente c'è la sede dei podisti che dovranno traslocare Villafranca. Un sordo boato e il tetto di uno dei monumenti storici di Villafranca, il Tiro a segno, è venuto giù. È successo lunedì sera verso le nove. E meno male che nell'attigua sede del Gruppo podistico villafranchese- che, comunque, non è stata interessata al crollo anche se un sopralluogo, data la giornata festiva di ieri, non è ancora stato fatto-, non c'era nessuno. Ad accorgersi che nell'ex Tiro a segno (è stato dismesso da anni) era accaduto qualcosa di grave, sono stati Isabella Roveroni, assessore alla Cultura, il marito Luigi Facincani e Fortunato Perina, presidente del Consiglio comunale, che stavano passeggiando nei pressi con altri amici. Nel momento del crollo si trovavano proprio davanti alla palazzina di via Custoza. «Abbiamo sentito un forte rumore», raccontano, «e abbiamo visto delle tegole cadere sul marciapiede. Ci siamo resi conto subito che il tetto stava crollando. Abbiamo guardato attraverso il cancello che chiude la palazzina e abbiamo visto il tetto completamente rovinato. Abbiamo immediatamente telefonato all'assessore Angiolino Faccioli che è il responsabile della Protezione civile». Faccioli arrivato sul luogo, ha provveduto con due operai del Comune a recintare la zona. «Una volta sul posto ho visto che tutto il tetto dello stabile, ormai in abbandono da parecchi anni e in uno stato di completo degrado, era crollato. Così ho provveduto a far transennare l'area. Nessuno può entrare nello stabile che è pericolante anche se non sembra che si possano verificare altri cedimenti». Ma come è possibile che un monumento storico- i Tiri a segni nazionali furono voluti addirittura da Garibaldi per affinare la mira col fucile degli italiani- non abbia mai subito nessun intervento di recupero? Perché si è lasciata andare in totale sfascio? «Purtroppo lo stabile è di proprietà dello Stato. Noi lo abbiamo solo in affitto, anche perché l'area del ex tiro a segno arriva praticamente fino alle scuole di via Luigi Prina. Comprende i giardini e i parcheggi di via Magenta e la zona dell'orto botanico». Ma se l'avevate in affitto come mai non è stato segnalato, magari alla Soprintendenza, lo stato pericolante del tetto? «Perchè non si sapeva lo stato di gravità. C'è un uomo che cura l'orto retrostante e che ci va quotidianamente. Lui avrebbe dovuto segnarlo, ma non l'ha fatto. Già da anni le varie amministrazioni hanno cercato di acquistare tutta l'area. All'inizio sembrava che lo Stato ce la vedesse per poche lire, poi si è parlato di miliardi. Anche la nostra amministrazione si è attivata per l'acquisto. Adesso il problema più urgente è quello di mettere a sicurezza lo stabile. Faremo immediatamente sopralluoghi per evitare che si verifichino ulteriori crolli». Il divieto di accedere all'area tocca da vicino il Gruppo Podistico Villafranca (Gpv) che da molti anni ha la sua sede in alcuni locali che fanno parte dello stesso edificio del Tiro a segno. «È sempre stata una sistemazione provvisoria», afferma Ovidio Losigo, presidente del Gpv. «Il nostro gruppo conta 150 iscritti fra chi fa agonismo e chi fa podismo a livello amatoriale. Per il momento ci arrangeremo riunendoci in casa di qualche socio. Poi se la nostra sede sarà dichiarata inagibile chiederemo all'amministrazione di trovarci un altro spazio».