Prove di scavo per ritrovare i «gradoni» del Porto di Ripetta ed esaminare il loro stato di conservazione. E un invito, già spedito via e-mail, all'architetto americano Richard Meier a venire quanto prima a Roma. O almeno a valutare alcune modifiche al suo progetto originario del Museo dell'Ara Pacis, per quel che riguarda la scalinata d'ingresso, in modo da renderlo più armonico con piazza Augusto imperatore, le due chiese barocche di San Girolamo dei Croati e San Rocco, e l'eventualità di poter recuperare alla vista di romani e turisti il settecentesco porto sul Tevere. È durato ieri per tutto il pomeriggio il sopralluogo della Commissione incaricata di valutare il futuro assetto di piazza Augusto Imperatore, anche e soprattutto alla luce del Museo Meier. E la decisione finale è stata quella di andare avanti con la parte già appaltata del progetto, ovvero l'edificio del Museo, mentre per la seconda fase, che deve essere ancora appaltata, si invita l'architetto americano a studiare una soluzione che si «inserisca» meglio all'interno della piazza e con il Mausoleo di Augusto. Una seconda fase, però, per la quale il progetto esecutivo è già pronto e deve solo andare in gara: comprende la grande scalinata di ingresso, dove è inserito un obelisco e dove sul lato dalla parte del lungotevere scorre una fontana con l'acqua che si raccoglie in una vasca all'altezza di via Torricelli. «La commissione ha esaminato a lungo i problemi che più volte sono stati evidenziati negli ultimi tempi - ha detto il sovrintendente ai Beni culturali Roberto Di Paola -E la nostra valutazione è che vanno meglio considerati raccordi tra il Mausoleo di Augusto e il Museo dell'Ara Pacis, e soprattutto quelli con gli spazi circostanti. Il Museo Meier non deve rimanere una "cattedrale" a sé stante, la "stele" è oggetto di perplessità». I sei membri della Commissione (oltre Roberto Di Paola per il Ministero anche il sovrintendente archeloogico Adriano La Regina e l'urbanista Leonardo Benevolo; per 11 Campidoglio il sovrintendente comunale Eugenio La Rocca, il direttore dell'ufficio «Città storica» Gennaro Farina e il direttore della scuola di restauro dell'Università La Sapienza Giovanni Carbonara) hanno infatti esaminato in particolare quella parte di piazza Augusto Imperatore che ritengono più «dimenticata», come lo spazio fra le due chiese e la zona dove è attualmente il parcheggio: e proprio per questa parte chiedono un maggior raccordo con il Museo. Oltre al fatto che una volta che le prove di scavo avranno dimostrato lo stato di conservazione del Porto di Ripetta si dovrà valutare se renderlo o meno visibile. «Faremo dei saggi di scavo - spiega Eugenio la Rocca - per vedere lo stato di conservazione e quali sono le parti superstiti». «Abbiamo individuato il modo - aggiunge Leonardo Benevolo di rendere possibile una convivenza anche con il Porto di Ripetta. E perciò chiediamo a Richard Meier se è disponibile a fare le modifiche necessarie per ottenere questi risultati». «La costruzione dell'edificio va avanti - afferma il titolare dell'impresa che ha in appalto i lavori Fabrizio Di Amato - Se ci devono essere delle modifiche per la seconda fase bisogna farle prestissimo: altrimenti si rischia di avere un'opera terminata, ma che non ha l'accesso e non è fruibile».