Roma, una scuola d'eccellenza riconosciuta in tutto il mondo e premiata dall'Unesco DUE MESI di lavoro per apprendere le tecniche fondamentali del restauro. Poi, a Roma, la settimana scorsa, hanno ricevuto il diploma che li abilita a intervenire sui reperti conservati nei musei e salvare così una parte dell'immenso patrimonio storico, culturale e scientifico del loro paese: l'Afghanistan. Il corso, tenuto da docenti dell'Istituto centrale per il restauro italiano, i sei giovani afghani l'hanno svolto sul campo, a Kabul, la loro capitale. In Cina, già da anni, è attiva una scuola di altissima specializzazione che prepara tecnici in grado d'intervenire sugli stucchi, gli avori e gli ori della «Città proibita». E, ancora, interventi in Egitto, in Tunisia, nel Kosovo. Persino in Argentina, dove si trovano interessanti composizioni strutturali nei palazzi realizzati tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, si andranno a proteggere le facciate, gli stucchi e i colori pastello, che li abbellivano facendoli diventare delle vere e proprie opere d'arte. Tutto questo è «l'eccellenza del restauro italiano nel mondo», la grande mostra che, sotto l'alto patronato del presidente della Repubblica, il ministro per i Beni culturali Rocco Buttiglione, inaugurerà a Roma, alle 18, nella sala Alcide De Gasperi del Vittoriano, il venerdì quattro novembre. Un percorso, quella esposizione che resterà visitabile sino al 18 dicembre del 2005, che, tra immagini, fotografie, rilievi fotogrammetrici, interventi filmici e ricostruzioni scenografiche, pannelli e grafici, presenta tutti gli straordinari siti coinvolti nell'azione di recupero. Illustrando, quindi, gli interventi che sono stati fatti dagli specialisti italiani che si sono serviti delle più avanzate tecnologie. Un'altra particolarità dell'esposizione sta nella possibilità di ammirare, in alcuni casi e solo per il tempo della mostra, reperti originali restaurati e provenienti dai cantieri di formazione aperti a Pechino e a Baghdad., «Abbiamo i migliori restauratori del mondo» sottolineò nel giugno scorso il ministro Buttiglione durante un intervento di presentazione del progetto per il Parco archeologico della protostoria Campana, a Longola di Poggiomarino. «Per questo - continuò il ministro - ci chiamano dappertutto: forniamo altissima specializzazione e tecnologie all'avanguardia». Tanto che l'Unesco ha deciso di affidare all'Italia il coordinamento per interventi di emergenza sui beni culturali mondiali che si trovavano in territorio diventato teatro di guerra o che fossero stati colpiti da calamità naturali. Le esperienze, preziose, in questi casi, erano derivate agli studiosi italiani dagli interventi fatti durante l'alluvione di Firenze, quando capolavori su tela e legno del Trecento e Quattrocento fiorentino furono coperti dalla melma dell'Arno; oppure nel corso degli interventi post terremoto dell'Ottanta, nelle chiese e nelle aree archeologiche della Campania e della Basilicata. Gli studi e ricerche scientifiche e tecniche, sono state sviluppate nei siti che presentavano reperti di grande importanza nel panorama del patrimonio culturale dell'umanità, operando sempre in maniera tale che i paesi che chiedevano l'intervento italiano fossero i primi attori nella valorizzazione del proprio patrimonio culturale. Sul fronte dell'emergenza internazionale, poi, l'icr, l'Istituto centrale per il restauro, diretto da Caterina Bon Valsassina, che interviene sempre in prima battuta ha progettato e realizzato il laboratorio di restauro presso il Museo Archeologico di Baghdad in Iraq. Prima ancora, sempre nella stessa direzione, aveva allestito in Kosovo un cantiere didattico finalizzato al restauro della Moschea Bajrakli nel centro di Pec-Peja, gravemente danneggiata durante la guerra dei Balcani.
Restauro, italiani primi della classe.
Il ministro per i Beni culturali Rocco Buttiglione ha inaugurato a Roma una mostra sull'eccellenza del restauro italiano nel mondo. La mostra, che resterà aperta fino al 18 dicembre, presenta gli interventi di restauro effettuati in Afghanistan, Cina, Egitto, Tunisia, Kosovo e Argentina. Il corso di restauro è stato tenuto a Kabul da sei giovani afghani e ha coperto tecniche fondamentali del restauro. L'Italia ha anche fornito assistenza tecnica e specializzazione in altri paesi, come la Cina e l'Egitto. L'Unesco ha deciso di affidare all'Italia il coordinamento per interventi di emergenza sui beni culturali mondiali.
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