Ignobile furto sacrilego. Ignoti ladri l'altra notte hanno asportato dall'edicola votiva di via Nicolo Tommaseo la statua del Santo Patrono di Giarre, Isidoro Agricola. A fare la scoperta sono stati alcuni residenti che hanno subito avvertito i carabinieri. Gli autori del furto hanno forzato la vetrata esterna della cappella sistemata all'interno dell'altarino, staccando dal muro la statua del Patrono. L'episodio ha suscitato indignazione e amarezza in tutto il quartiere il cui nome («Santu Sidurittu») si riconduce proprio a quello storico altarino davanti il quale, il 10 maggio di ogni anno, si sofferma la vara patronale allorquando, nel punto in cui e' stata realizzata l'edicola votiva (in via Tommaseo, angolo corso Italia), intorno al 1870, sarebbe avvenuta l'apparizione del Patrono di cui si tramanda la leggenda: due gendarmi in servizio di pattugliamento si ritrovarono dinanzi un uomo barbuto con un mantello vellutato e un bastone di legno in mano che avrebbe pronunciato la frase: «Sono Isidoro agricola e sono il protettore di questa città». Quello sconosciuto pochi istanti dopo scomparve nel nulla, lasciando increduli i due militari. Il furto sacrilego compiuto quasi certamente di notte da ignoti malfattori, rappresenta una profonda ferita per tutta la città di Giarre, proprio per la diffusa venerazione del Santo patronale ma anche una offesa al patrimonio storico culturale rappresentato da quell'altarino realizzato assieme alle primissime case dell'agglomerato urbano. Un gesto ignobile che non trova giustificazioni plausibili, ancora più se si considera che la statua asportata commercialmente non ha alcun valore se non esclusivamente affettivo e spirituale. I carabinieri hanno aperto un fascicolo, ma le indagini per risalire al responsabile del furto, che potrebbe essere stato ordinato su commissione da qualche sconsiderato antiquario, appaiono difficili.