E' in pensione da otto mesi. Ma il generale Roberto Conforti è pronto a tirar fuori dall'armadio la divisa da carabiniere per dare il suo contributo alla rinascita dell'Iraq. E tornare in qualche modo all'ultimo incarico che ha avuto nell'Arma, quello che ha più a cuore: comandante del nucleo per la tutela del patrimonio artistico. L'obiettivo è chiaro: andare a caccia dei tesori saccheggiati dal museo archeologico di Bagdad. «In Iraq, come ovunque ci fosse bisogno, - spiega - andrei con una équipe di specialisti, perché si tratta di recuperare la memoria di grandi civiltà». Secondo Conforti, «l'Italia è attrezzata anche per intervenire nel restauro di quelle opere che hanno subito danni dalla guerra».
Arte da salvare. Pronto a partire
E' in pensione da otto mesi. Ma il generale Roberto Conforti è pronto a tirar fuori dall'armadio la divisa da carabiniere per dare il suo contributo alla rinascita dell'Iraq. E tornare in qualche modo all'ultimo incarico che ha avuto nell'Arma, quello che ha più a cuore: comandante del nucleo per la tutela del patrimonio artistico. L'obiettivo è chiaro: andare a caccia dei tesori saccheggiati dal museo archeologico di Bagdad. In Iraq, come ovunque ci fosse bisogno, - spiega - andrei con una équipe di specialisti, perché si tratta di recuperare la memoria di grandi civiltà. Secondo Conforti, l'Italia è attrezzata anche per intervenire nel restauro di quelle opere che hanno subito danni dalla guerra.
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