Alla ricerca dei resti del teatro romano OSTRA VETERE -Il Progetto di valorizzazione dell'area archeologica di Ostra Vetere sta proseguendo con successo anche grazie alla collaborazione della Soprintendenza ai beni archeologici delle Marche e del Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna. Un'iniziativa, quella messa in piedi dal sindaco Massimo Bello e dall'assessore ai beni ed ai servizi culturali Susanna Massi, che ha l'obiettivo di recuperare e ridare vita ad un insediamento romano importante. Insediamento, tra l'altro, che in questo anno ha già avuto centinaia di visitatori e turisti. Il nostro interesse, quello della Soprintendenza e dell'Università coincidono - dice il sindaco Massimo Bello - perchè è negli obiettivi del Comune fare il possibile per giungere alla piena valorizzazione dell'area, e in quest'ottica si inquadra anche il Protocollo d'intesa sottoscritto con la stessa Soprintendenza e col Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna, che prevede di metter in esecuzione un progetto di ricerca archeologica finalizzato alla ricostruzione dell'antico insediamento romano, alla sua tutela ed all'inserimento quindi di Ostra Vetere nei percorsi storici, culturali e turistici nazionali ed internazionali". In proposito, da alcuni giorni è scattata anche la campagna di scavi sull'area del teatro, seguita dalla Soprintendenza archeologica con il coordinamento del dottor Maurizio Landolfi. Sono partiti, infatti, nella zona archeologica delle "Muracce" i sondaggi col metodo stratigrafico, in un quadro di notevole spessore scientifico, se si considera appunto che quel tratto di area archeologica non risulta più indagato da oltre cento anni, ovvero da quanto il maggiore Baldoni effettuò, ai primi del novecento, i primi importanti scavi sulla città romana. Della nuova campagna avviata a Ostra Vetere, Landolfi delinea metodica e finalità: Abbiamo deciso di muoverci con una indagine mirata sul teatro e l'obiettivo è quello di conoscere meglio il monumento, del quale il Baldoni fece una prima rilevazione. Occorre verificare se quel rilievo corrisponde allo stato di fatto attuale, ed è necessario procedere con cautela, specie quando inizieremo a trovare sulle strutture terra viva e non di riporto". "Indagare il teatro - continua Landolfi - ha richiesto da parte nostra un paziente e circostanziato approfondimento documentale: in questi casi si procede contestualmente con lo scavo materiale e con una consultazione metodica di tutte le fonti e gli studi a disposizione. Non è possibile anticipare quali risultati potrà dare questo lavoro. L'ultimo intervento, però, ci aveva portato ad una interessante scoperta: sull'area delle terme era stato posto in luce un pavimento d'età tardo-repubblicana sottostante a quello che affiorava in superficie. Negli obiettivi, l'indagine sul teatro dovrebbe concludersi, se sarà possibile, con l'approntamento delle condizioni che rendano fruibile il monumento. Il vero problema -conclude Landolfi- è quello dei finanziamenti. Disponiamo di fondi modesti, e l'auspicio è che un intervento esterno, anche da parte di uno sponsor, ci permetta di fruire di fondi supplementari. RAOUL MANCINELLI