Dal Grattacielo Pirelli alla Torre Velasca: entro il 2009 sarà concluso il censimento degli edifici " di eccellenza" per stabilire la priorità degli interventi Il grattacielo Pirelli e la Torre Velasca (nella foto) a Milano, il nuovo Auditorium di Roma e lo stabilimento Fiat del Lingotto recuperato da Renzo Piano sono in lista nel primo censimento dei monumenti di architettura dal 1945 ad oggi, da terminare entro il 2009 per garantire la tutela e la conservazione degli edifici più significativi dell'architettura italiana del Novecento, che annovera non pochi "autori" di rilevanza mondiale. Sono 200 in tutta Italia, e di questi 90 a Roma, gli «esempi di eccellenza» sinora compresi nell'elenco. Il rapporto è stato presentato a Roma da Pio Baldi, direttore della DARC, Direzione per l'Architettura e le Arti Contemporanee del Ministero per i Beni Culturali, ed è finalizzato alla catalogazione e alla manutenzione degli edifici. Include 480 opere architettoniche considerate di interesse storico-artistico e 1.764 di rilevante interesse, tutte censite in 15 regioni e 60 province italiane coinvolgendo sedici Università di Architettura e Ingegneria, che hanno curato l'aspetto tecnico-scientifico del progetto e individuato i criteri di selezione degli edifici. Fra le «eccellenze» segnalate si trovano, solo a Roma, il Palazzo dello Sport di Nervi e Piacentini, il Villaggio Olimpico, la Direzione Generale della RAI, la Moschea e il Centro Culturale Islamico di Portoghesi, Gigliotti e Mousawi, la palazzina de La Rinascente di Albini e Helg, la Casa del Girasole di Moretti, il complesso INA Casa al Tiburtino, l'unità di abitazione Tuscolano 3 di Libera. Inoltre la concattedrale di Taranto di Ponti, lo stadio di San Nicola a Bari dello Studio Renzo Piano, l'unità di abitazione al Quartiere Gallaratese a Milano di Rossi, e a Venezia la Fondazione Querini Stampalia di Scarpa e il Condominio Cicogna alle Zattere. «Le opere di architettura contemporanea richiedono un livello di protezione - ha detto Baldi - per due motivi: il primo riguarda i materiali, che invecchiano rapidamente; il secondo la destinazione d'uso, che potrebbe cambiare snaturando gli edifici. E non è detto che il vincolo sia l'unico strumento per tutelare il patrimonio architettonico - ha continuato -, anzi uno di questi è proprio segnalare quali sono i monumenti importanti». Non sono pochi infatti i casi segnalati di degrado repentino, dovuto non tanto alla tecnica costruttiva quanto ai materiali, resi più deteriorabili dall'attacco degli agenti atmosferici. «Le selezioni sono aperte - ha spiegato Piero Ostilio Rossi dell'Università La Sapienza di Roma, durante la giornata di studio che si è tenuta Roma al MAXXI Museo delle Arti del XXI Secolo -, si tratta di un work in progress in cui potrebbe avvenire una messa a punto dei criteri».