ROMA «Manca la firma sul bilancio del ministro Gianni Alemanno». Recuperata su un aereo che viaggiava verso il Nepal. «Manca anche quella del ministro Claudio Scajola», ottenuta con l'inserimento di un suo uomo nel Cda, Ignazio Abrignani. A metà tra il puzzle, la via crucìs e il capolavoro lottizzatorio, Sviluppo Italia ha un nuovo vertice. Ferruccio Ferranti lascia la Consip per sostituire l'amministratore delegato uscente Massimo Caputi, Stefano Gaggioli viene confermato alla presidenza e Roberto Spingardi diventa direttore generale. Ora toccherà a loro gestire i fondi pubblici, gliinvestimenti (circa un miliardo di euro l'anno) e le partecipazioni che, specie al Sud, sono nel portafoglio della società. Non è stato facile per la maggioranza trovare l'equilibrio per una delle ultime nomine pubbliche prima delle elezioni. Nonostante l'assemblea sia aperta da cinque mesi (ben otto i tentativi andati a vuoto di arrivare ad un nuovo cda) si è arrivati alla nottata di giovedì senza una soluzione. L'ennesimo rinvio è stato evitato solo grazie a molte mediazioni come l'aumento dei membri del consiglio da sette a nove e gli inserimenti "mirati". Il primo intoppo è stata la dimenticanza di Alemanno, visto che la società deve presentare un bilancio approvato di concerto dai ministri delle Politiche Agricole, Attività Produttive ed Economia. Eppure Sviluppo Italia ha dato molte soddisfazioni al suo ministero e al suo partito: la settimana scorsa da una costola della società è nato Isa, l'Istituto agroalimentare che sposta sotto il controllo del Mipaf 250 milioni di euro in contanti e altrettanti in partecipazioni. E poi sia Gaggioli che Ferranti sono in quota An. Per questo Forza Italia ha imposto Spingardi come dg e l'uscita di Livio Proietti, vicino al partito di Gianfranco Fini. Rimangono al loro posto Francesco di Cornile (Fi), Dario Fruscio (Lega), il socialista Angelo Piazza e il rappresentante del Tesoro, Luciano Vannozzi. I ritardi, invece, hanno favorito il vice-presidente Francesco Samengo. Una settimana fa per lui, folliniano e quindi in disgrazia presso il premier e il suo stesso partito, le porte del cda sembravano chiuse. L'ultimo arrivo, è Enrico Ingrilli, che ambienti della maggioranza indicano vicino a Ubaldo Livolsi, l'ex manager Fininvest, ora banchiere d'affari. Nei mesi scorsi aveva provato senza successo a coinvolgere Sviluppo Italia per alcuniprogetti.Ora anche per lui l'aria potrebbe cambiare.
Sviluppo Italia, l'ultima lottizzazione; le pedine di Scajola, Alemanno e Livolsi
Il ministro Gianni Alemanno è mancato alla firma del bilancio di Sviluppo Italia, un'azienda pubblica che gestisce fondi pubblici e investimenti. La sua assenza è dovuta alla dimenticanza, visto che la società deve presentare un bilancio approvato di concerto dai ministri delle Politiche Agricole, Attività Produttive ed Economia. Il ministro Claudio Scajola ha anche mancato, ma la sua firma è stata recuperata con l'inserimento di un suo uomo nel Consiglio di Amministrazione. Sviluppo Italia ha un nuovo vertice con Ferruccio Ferranti come amministratore delegato, Stefano Gaggioli come presidente e Roberto Spingardi come direttore generale.
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