MILANO. Berlusconi vuole un dossier sui dipendenti della Scala. E lo ha chiesto direttamente al ministro per i Beni culturali, Rocco Buttiglione, dopo che nei giorni scorsi il premier in persona aveva detto che dei mille lavoratori del teatro ne basterebbero la metà. L'iniziativa del Cavaliere sarebbe avvenuta nel corso della riunione del Consiglio dei ministri di ieri e segue le polemiche sui tagli della finanziaria al Fus, il Fondo unico dello spettacolo. Tagli che il ministro ha detto di non condividere almeno nell'entità prevista dal documento economico, «perché colpiscono un settore nel quale già si è intervenuti». Secondo indiscrezioni, alla richiesta del premier il ministro - pur dichiarandosi d'accordo sulla necessità di razionalizzare gli enti lirici, anche se non tutte le realtà sono paragonabili tra loro - ha obiettato che con i tagli proposti nessuna razionalizzazione è possibile. Le stesse fonti rivelano che il sottosegretario Gianni Letta avrebbe condiviso le osservazioni di Buttiglione. I sindacati partono all'attacco. «È un tentativo abbastanza rozzo di giustificare politicamente i tagli», tuona il segretario milanese della Slc-Cgil, Bruno Cerri. «Ribadisco che gli organici della Scala - continua - sono funzionali alla produzione. Il vero problema sono i tagli al Fondo unico per lo spettacolo, che sono il frutto di una politica sbagliata». Sull'iniziativa del premier, dal Teatro non vengono rilasciati commenti.
I tagli di Berlusconi; voglio un dossier sui dipendenti della Scala
Il premier Silvio Berlusconi ha richiesto al ministro per i Beni culturali, Rocco Buttiglione, di preparare un dossier sui dipendenti della Scala, affermando che solo la metà dei mille lavoratori del teatro sarebbe sufficiente. La richiesta segue le polemiche sui tagli della finanziaria al Fus, il Fondo unico dello spettacolo. Il ministro ha obiettato che con i tagli proposti non è possibile una razionalizzazione degli enti lirici. I sindacati hanno reagito criticando il tentativo di giustificare politicamente i tagli.
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